25 Luglio Lug 2016 1427 25 luglio 2016

Linda, «il miracolo» dell'Andrea Doria

Il 25 luglio 1956 il transatlantico italiano venne colpito dalla Stockholm: una ragazza di 14 anni si risvegliò viva su un pezzo di pontile dell'altra nave: la sua storia.

  • ...
linda morgan

Sono passati 60 anni esatti da quando il 25 luglio 1956 si compiva l'ultimo viaggio dell'Andrea Doria. Erano le 23.10 quando il transatlantico italiano diretto a New York venne speronato, a largo della costa di Nantucket, dalla nave svedese Stockholm della Swedish America Line. La nave si inclinò da un lato perdendo la metà delle scialuppe di salvataggio. Prima di affondare 11 ore dopo. Un disastro che costò la vita a 46 passeggeri, ma la maggior parte di loro riescì fortunatamente a salvarsi. Come Linda Morgan, nata nel 1942 a Città del Messico, all'epoca 14enne: «La ragazza del miracolo».

«QUESTA È LA STOCKHOLM»
«Mamà, dónde estás? Mamà, mamà!». Quel maledetto 25 luglio il suo grido disperato si levò dalle lamiere della Stockholm: lo scontro fu talmente violento che Linda venne ritrovata su un pezzo di ponte dell'altra nave. Al momento dello schianto stava dormendo nella cabina numero 52 dell'Andrea Doria. Nell'altro letto c'era sua sorellastra Joan, otto anni. Erano partite con la famiglia dalla Spagna per una vacanza negli Stati Uniti. La cabina venne devastata dall'impatto: mentre Joan precipitò nell’Oceano, Linda si risvegliò all’aperto, sul suo materasso. «Come ti chiami?», le chiese un ufficiale. «Linda Morgan». Ma sulla lista passeggeri non risultava. «Ma non è l’Andrea Doria questa?». L’ufficiale sbiancò: «No, questa è la Stockholm».

IL PADRE, CRONISTA CHE SEGUÌ L'EVENTO
«Sono nata a Città del Messico, dove mio padre, Edward P. Morgan, era corrispondente per la United Press International. I miei poi hanno divorziato e mia madre Jane ha sposato Camille Cianfarra, corrispondente del New York Times prima da Roma, dove abbiamo abitato per sei anni, e successivamente da Madrid», ha raccontato Linda a La Stampa. Suo padre, cronista della ABC Radio Network, nel corso della stessa notte riuscì a seguire i tragici eventi dell'incidente in diretta senza far mai riferimento alla tragedia che stava attraversando la sua famiglia.

LA MADRE SI SALVA, SORELLA E PATRIGNO NO
Il patrigno e la sorella morirono. La madre si salvò: «Mia madre ha sofferto molto per le lesioni riportate e non si è mai più ripresa dalla perdita di una figlia e di un marito, nonostante si sia anche risposata e abbia avuto una vita relativamente felice per altri 12 anni. L’ho persa nel ‘68, l’anno in cui mi sono sposata, nel giorno dell’anniversario dell’affondamento», racconta ancora Linda a La Stampa.

IN BARCA VEDENDO TERRA
Oggi Linda Morgan è un’esperta d’arte a San Antonio, in Texas, città che il marito Phil Hardberger, ha guidato come sindaco dal 2005 al 2009. Hanno una figlia, Amy, e uno yacht a motore. «Sono 13 anni che Phil e io andiamo in barca. Abbiamo anche vissuto a bordo per dieci mesi. L’unica regola è che io debba vedere sempre terra. All’inizio ho avuto seri problemi, soprattutto con la nebbia, ma ho imparato a usare il radar e poi a bordo abbiamo anche altre strumentazioni che alleviano la mia ansia». Oggi Linda ha una vita pressoché normale, ma cerca di lasciarsi quel dolore alle spalle. «Non partecipo alle riunioni. Anzi, mi chiedo quali potrebbero essere gli argomenti di conversazione di questi incontri. Io ho sempre evitato di guardare film che trattano di navi e non ho mai letto un libro sull’Andrea Doria, che lascio a mio marito».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso