21 Luglio Lug 2016 1840 21 luglio 2016

Nessuno ci può giudicare (per gli shorts)

Una didascalia di IoDonna, che criticava la forma fisica della giovane attrice Chloë Moretz, ha suscitato molte polemiche sui social. Tra le più indignate Selvaggia Lucarelli e la modella curvy Iris Tinunin. Ma anche la redazione di LetteraDonna.

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Verso la metà di luglio il caldo a Milano si fa sentire parecchio. E, a quanto pare, alcune persone rivelano il loro lato peggiore. Come quello mostrato da una (ancora) anonima giornalista di IoDonna che, in una gallery dedicata ai look estivi sbagliati dalle star, ha criticato la forma della giovane attrice Chloë Moretz, fidanzata di Beckham Junior. La colpa della ragazzina sarebbe stata quella di non avere il fisico perfetto per indossare dei pantaloncini corti. Come sempre, il web non ha aspettato a far sentire la sua voce: dal post di Selvaggia Lucarelli sul suo profilo Facebook all'hashtag #iodonnaconglishorts lanciato dalla modella curvy Iris Tinunin, sono state molte le donne che hanno detto la loro. Dopo aver scatenato la polemica, il giornale ha prontamente modificato la didascalia, che da «L'attrice non si separa mai dagli shorts. Peccato che non sia così magra da portarli indossare con disinvoltura» è passata a «L'attrice non si separa mai dagli shorts. Esibiti con disinvoltura ovunque. Troppa disinvoltura».

GIUDIZI SEMPRE TROPPO GRATUITI
Il messaggio proposto da IoDonna con quella didascalia non è solo sbagliato da un punto di vista logico, ma anche da un punto di vista concettuale. In primis, converrete con me che la ragazza in questione ha una forma più che invidiabile. In secondo luogo, un giornale non può e non deve far passare il concetto che una donna, qualsiasi sia l'età o l'estrazione sociale, non possa indossare un paio di pantaloncini perché non troppo in forma. Soprattutto se si tratta di una testata che dovrebbe parlare con le donne e per le donne. È estate, e se una donna con una taglia 44, 46, 48 o 50 vuole mettere un vestito corto, una gonna o degli shorts per combattere il caldo e sentirsi alla moda, deve essere in grado di poterlo fare. E sentirsi libera e protetta da possibili commenti astiosi e negativi che ormai chiunque distribuisce in maniera troppo facile e gratuita.

SENTIRSI LIBERE DI SCEGLIERE
La decenza e l'amor proprio, poi, sono un altro paio di maniche. Sta ad ognuna di noi sapere cosa ci sta meglio e quali sono i capi che possono valorizzarci. Se fossi magra come uno stecco non metterei vestiti lunghi e se avessi dei piedi gonfi probabilmente non indosserei dei sandali aperti. Ma queste sono e devono essere scelte personali. Dettate dal nostro gusto estetico e dalla nostra voglia di sentirci a nostro agio, non dalla paura di una società pronta a puntarci il dito contro per criticarci. Detto ciò, è triste constatare come siano sempre le donne ad avere il dente avvelenato con esponenti del loro stesso sesso. Quante volte avete sentito commenti come «Ma guarda come si è vestita. Sembra un ippopotamo», o «È troppo magra, fa impressione, dovrebbe coprirsi»? Dal canto mio, tante. Ed è questa la parte più deprimente di tutta la polemica che si è sollevata su una didascalia fatta a cuor leggero: vedere come, tra tutti i commenti su Twitter e Facebook, molte donne fossero d'accordo col giornale. Sarebbe sicuramente più producente smettere di analizzare gambe, pancia e sedere di un'attrice 19enne e almeno provare ad avere il coraggio di essere e mostrare quello che davvero vorremmo, senza temere il giudizio altrui.

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