15 Luglio Lug 2016 1401 15 luglio 2016

«Avrei dovuto essere su quel treno»

Gabriele ha 16 anni e viaggia sulla tratta Andria-Corato tutti i giorni. Solo un imprevisto lo ha salvato dall'incidente. Per evitare altre stragi sui binari, ha creato una petizione su Change.org.

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gabriele ruta

Ore 11:15 circa, di martedì 12 luglio. Il drammatico incidente ferroviario sulla tratta Corato-Andria è appena avvenuto e sul cellulare di Gabriele Ruta arriva una pioggia di telefonate e messaggi. 16 anni, studente dell'Itis Jannuzzi di Andria, avrebbe dovuto essere su quel treno con alcuni amici (nessuno di loro è tra le vittime, ndr). Così, tornato a casa Gabriele si mette a studiare: le caratteristiche tecniche della tratta, i problemi che possono intervenire accidentalmente durante la marcia e soprattutto le mancanze. Tutti gli elementi che rendono obsoleta quella tratta della rete ferroviaria, ferma a più di 60 anni fa. Il suo studio è diventato una petizione pubblicata su Change.org, indirizzata «al Ministro Delrio, alla presidente della Ferrotramviaria e all'azienda Ferrovie Nord Barese» in cui chiede «la giusta tecnologia» perché impedire altre stragi. La petizione ha quasi 10 mila adesioni: LetteraDonna ha raggiunto Gabriele per parlare della sua proposta.

DOMANDA: Come le è venuta l'idea della petizione?
RISPOSTA: Semplicemente, ho sentito la necessità di tutelare gli altri ma anche me stesso.
D: Lei viaggia sempre su quella tratta.
R: Sì, perché vivo a Ruvo di Puglia e studio informatica ad Andria. Quella tratta era e continuerà ad essere il mio pane quotidiano, sia per lo studio che per lo svago.
D: Cosa stava facendo quando è successa la tragedia?
R: Quella mattina mi stavo dirigendo a scuola per consegnare dei documenti. Nel tragitto casa- stazione ho avuto un imprevisto e sono tornato indietro. Subito dopo sono iniziati ad arrivarmi numerosi messaggi che mi chiedevano se andasse tutto bene. Così sono venuto a conoscenza della strage.
D: Cosa ha provato?
R: Non realizzavo, non mi capacitavo proprio. Da una parte ero sollevato, ma è stato allo stesso tempo straziante. È sconvolgente che sia potuta accadere una strage simile in un ambiente che percepisco tanto sicuro quanto una seconda casa. Mi ha letteralmente sconvolto.
D: Conosce persone che erano su quei treni?
R: Sì, c'erano tre miei amici, studenti del mio stesso istituto: due tornavano a casa a Corato e un terzo si sarebbe fermato a Ruvo per iniziare la giornata lavorativa. C'era anche mia cugina che tornava da Andria. Fortunatamente tutti sopravvissuti, erano nell'ultimo vagone del treno blu, ma è stato scioccante veder morire persone davanti ai loro occhi. L'impatto psicologico è fortissimo. Uno di loro mi ha raccontato di aver aperto la porta attraverso il pulsante d'emergenza. Sono stati bravissimi e sono fiero di loro perché hanno aiutato i più anziani a scendere e abbandonare i vagoni, a chiamare volontari e medici, a diffondere la notizia. Sincere condoglianze, comunque, a chi non ce l'ha fatta. Ieri sono stato a Corato per la fiaccolata in onore delle vittime. È stato toccante.
D: Cosa vorrebbe ottenere con questa petizione?
R: È intollerabile che nel 2016 due treni che viaggiano su binario unico non abbiano attivo l'Scmt, il Sistema di Controllo Marcia Treno. La nostra richiesta è semplicemente quella di viaggiare sicuri. Molti hanno diffuso la petizione dicendo che noi vogliamo le 'nuove tecnologie', io da studente di informatica dico che voglio le 'giuste' tecnologie. Oggi siamo a un livello tale da prevedere e prevenire gli errori umani. So che la Ferrotramviaria è un'ottima agenzia: posso acquistare i biglietti a bordo tramite smartphone o tablet, acquistarli tramite carta prepagata alle macchinette, restare aggiornato sugli orari e i possibili ritardi grazie alla loro app. Non ho trovato di meglio. Ed è proprio per questo che non posso tollerare che la vita di molti di noi venga messa in gioco. Perdonatemi, ma non ci riesco.
D: Ci sono altre zone a rischio per la circolazione ferroviaria nella sua regione, secondo lei?
R: Sicuramente, perché il problema non è il binario unico bensì la sicurezza, la prevenzione. Che manca. Mi auguro che in tutta la Puglia, così come in tutta l’Italia, dopo questa strage possa essere attivato l’Scmt.

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