12 Luglio Lug 2016 1615 12 luglio 2016

Olimpiadi col velo

Le prime stime parlano chiaro. A Rio 2016 potrebbe venir abbattuto il record dei Giochi di Londra con un numero sempre maggiore di donne musulmane provenienti dal Medio Oriente.

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velo sport

Nell'ottica comune la donna viene vista come un essere fragile, sensibile, delicato. Ma spesso si dimentica che la donna è anche una guerriera forte, combattiva e vittoriosa. Una dicotomia ben presente nell'animo femminile e nell'essere umano in generale. Dicotomia che è stata (ri)scoperta anche in quei Paesi del Medio Oriente dove le donne spesso sono viste un gradino sotto gli uomini. Nella vita come nello sport. Vuoi un po' per religione, vuoi per tradizione. Perché fino a non molto tempo fa al sesso debole era proibito praticare qualsiasi attività ludico-sportiva. Figuriamoci poi partecipare ai Giochi Olimpici. Eppure loro a Rio 2016 hanno proprio intenzione di esserci. Sono (ovviamente) donne, provengono dagli Emirati Arabi e sono musulmane. Figure forti di un mondo che sta lentamente cambiando.

AMNA E ZAHRA
Una di loro risponde al nome di Amna Al Haddad (Emirati Arabi). Era il 2007 quando, ancora giovanissima, ha iniziato ad avvicinarsi al mondo del CrossFit. Un vero e proprio colpo di fulmine che hanno portato questa ragazza classe 1989 a gareggiare per la prima volta nell'ottobre del 2011. Passata alla storia per essere stata la prima donna degli Emirati a competere ai campionati di sollevamento pesi in Asia Regionali è stata anche l'unica donna musulmana a gareggiare in questo sport con il velo. Ora il suo obiettivo è tornare a casa da Rio, se non con una medaglia, almeno con un piazzamento importante per onorare il suo Paese e la famiglia che l'ha sempre sostenuta in questa avventura. Zahara Lari (Emirati Arabi) viene invece chiamata la principessa del ghiaccio in hijab. Lei in Brasile non ci sarà, dato che le sue Olimpiadi si tengono solo in inverno. Questa pattinatrice proveniente dalle zone desertiche degli Emirati Arabi ha conquistato gli appassionati di questo sport per grazia dei movimenti e per quel viso angelico e determinato incorniciato dal suo inseparabile velo. È lei un'altra di queste moderne eroine che hanno rotto il muro del silenzio intorno allo sport femminile in Paesi di religione musulmana.

NUOVO CHE AVANZA
Queste due ragazze sono i principali simboli del forte cambiamento culturale che sta investendo i Paesi del Medio Oriente. Cambiamento iniziato già nel 2012. Ai Giochi di Londra, infatti, anche Arabia Saudita, Qatar e Brunei portarono le loro atlere, infrangendo così quel record negativo che si portavano dietro da tempo. Alla 30esima edizione delle Olimpiadi hanno partecipato sedici Paesi musulmani con un totale di 158 donne. In testa l'Egitto con 37 partecipanti femminili, seguito da Algeria (21) e Marocco (18). Secondo i primi dati, a Rio de Janeiro, il singolare record di Londra potrebbe venire superato.
In tal senso si potrebbe parlare di un vero e proprio superamento di concezioni ancestrali che, nemmeno una generazione fa, impedivano alle donne di praticare sport.

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