7 Luglio Lug 2016 2000 07 luglio 2016

«Unioni civili, la legge che ci ha illuse»

Il termine per l'emanazione del decreto ponte è scaduto, ma la norma non è attuata. La rabbia e lo sconforto di Grazia e Laura, stanche di aspettare il riconoscimento di «un diritto sacrosanto».

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belloni

Da quando si sono conosciute a inizio 2015, a un pic nic organizzato da alcuni amici nelle campagne emiliane, non si sono più lasciate. Un colpo di fulmine in piena regola, che ha per protagoniste Grazia Alati, 39enne titolare di un bar a Reggio Emilia e Laura Allegretti, che di anni ne ha 35 e lavora come infermiera. «Abbiamo cominciato a convivere dopo due mesi e da subito abbiamo desiderato di sposarci. Un sogno che sembrava diventato realtà con la legge Cirinnà e che invece continua ad allontanarsi», ci racconta sconsolata Grazia.
Quando la legge sulle unioni di fatto è stata approvata, lei e Laura si sono abbracciate e hanno fatto festa. «Credevamo in questo progetto, lo ritenevamo fondamentale», ha spiegato. «Ma al momento, senza un riconoscimento ufficiale, il nostro amore non basta e dovesse accadere qualcosa a una di noi, sarebbe come se non fossimo nulla l’una per l’altra».

NOZZE ALL'ESTERO? NO, GRAZIE
Una negazione dolorosa e ingiusta. Ma Grazia e Laura non hanno mai pensato di andare a sposarsi all’estero, come invece hanno fatto altri. «Perché dovremmo? Questo è il nostro Paese e ci aspettiamo sostegno. Certo potremmo andare da un notaio, fare una scrittura privata, definire dettagli ed elementi pratici del nostro sentimento, ma non ci sembra giusto spendere tanti soldi per ciò che vediamo come un diritto sacrosanto».
Concrete e pronte a lottare, Grazia e Laura non hanno mai smesso di credere nella possibilità di una svolta. «Per noi la legge sostenuta da Monica Cirinnà significa esattamente questo: cambiare prospettiva e dare finalmente conferma di qualcosa che esiste», incalza Grazia. «Approvata la legge, ci siamo decise subito a sposarci e abbiamo cominciato con i preparativi. Vogliamo che il nostro sia un matrimonio allegro, con gli amici di sempre, le bomboniere, il pranzo, i vestiti eleganti» insiste. Laura il suo l’ha già comperato, mentre Grazia adesso è titubante.

UN'ATTESA TROPPO LUNGA
«Vogliamo sposarci l’anno prossimo, in agosto, e andare in viaggio di nozze in Grecia, ma tutta la gioia per questi programmi adesso sembra svanita. I continui rinvii della legge sono spossanti e dolorosi per noi». Mentre fantasticano su bomboniere, viaggi e regali, Grazia e Laura controllano continuamente la pagina Facebook in cui si parla delle novità sulla legge delle unioni di fatto, sperando che arrivi qualche sorpresa positiva, che ci sia finalmente la svolta. «Ai politici e ai legislatori vorrei solo dire di sbrigarsi, perché la loro lentezza e queste frenate hanno ripercussioni su persone in carne ossa, con sentimenti, paure e tensioni». Persone a cui è capitato di innamorarsi di qualcuno del loro stesso sesso, ma che hanno desideri di stabilità, famiglia e serenità del tutto analoghi a quelli di chi vive una storia eterosessuale. «Abbiamo già fatto progetti anche riguardo al cognome», conclude Grazia. «Laura vuole prendere il mio: Alati». Anche se il suo, Allegretti, una volta che questo stillicidio di rinvii e ritardi sarà concluso, potrebbe risultare un cognome decisamente più intonato ad un lieto fine.

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