7 Luglio Lug 2016 1923 07 luglio 2016

Una tory ribelle

La sfida al vertice tra i conservatori inglesi è tutta al femminile: dopo Theresa May, scende in campo Andrea Leadsom, sottosegretaria all'Energia. In passato, non ha votato a favore dei matrimoni gay.

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A 26 anni di distanza dalla caduta di Margaret Thatcher, il Regno Unito si prepara ad accogliere il suo secondo primo ministro donna. Il terremoto Brexit ha fatto cadere numerose teste, tra cui quella di Boris Johnson, che sembrava in prima fila per condurre i conservatori ed è invece stato bruciato da Michael Gove. Così, Johnson ha deciso di appoggiare la sottosegretaria all'Energia, Andrea Leadsom. La quale, dunque, diventa la principale sfidante dell'altra candidata, Theresa May. Scopriamola.

CURRICULUM FURBETTO
Classe 1963, dopo la formazione universitaria in scienze politiche, nel 1987 si lanciò nel settore finanziario, lavorando soprattutto per Barclay. Negli Anni '90 si mise alla guida di fondi di investimento. Nel 2016, comunque, ha dovuto ammettere che il suo ruolo presso Barclay non consisteva in quello di direttrice, ma di vicedirettrice: un particolare su cui il suo curriculum è rimasto ambiguo per diverso tempo.

FERVENTE CRISTIANA
Leadsom arriva a far parte della politica che conta nel 2010, quando viene eletta parlamentare. Negli anni successivi, si è distinta per una spiccata ritrosia nell'obbedire alle direttive del partito, a partire da una votazione del 2011, quando si espresse a favore di un referendum sul destino del Regno Unito nell'Unione europea, schierandosi a fianco di Ukip. Inoltre, si astenne dal voto che avrebbe poi dato il via libera ai matrimoni gay, dicendosi profondamente combattuta tra i doveri del suo ruolo pubblico, che le imponeva di ascoltare le istanze degli omosessuali, e quanto impostole dalla fede. Leasdom, infatti, non ha mai nascosto il ruolo centrale che la religione cristiana ha nella sua vita.

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