7 Luglio Lug 2016 1656 07 luglio 2016

Un lieto fine per la No Tav scomparsa: l'appello di Virzì

«Torna e ti capiremo». Il regista scrive all'attivista in fuga, ricercata dalla Digos a seguito di alcuni scontri. In passato aveva preso parte come comparsa al film Caterina va in città.

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«Spero che tu ti faccia viva, spero che non ti arrabbi se ho messo il naso in questa tua vicenda personale cercando di usare un tono sdrammatizzante». Chi scrive è Paolo Virzì, in una lettera pubblicata da La Stampa; la destinataria è Maria Edgarda Marcucci, attivista No Tav che risulta irreperibile dal 21 giugno 2016, quando la polizia ha cercato di notificarle gli arresti domiciliari. Il regista, che si rivolge a lei usando il nomignolo Eddi, l'aveva conosciuta perché la ragazza aveva partecipato come comparsa nel film del 2003 Caterina va in città, da lui diretto.

GIOVANE ATTIVISTA
Maria Edgarda Marcucci (25 anni) studia alla facoltà di Filosofia di Torino. È nota alla Digos come attivista vicino al Collettivo universitario autonomo, che si è opposto alla decisione del rettore di affidare un'aula dell'università a un’organizzazione politica. La giovane, in passato, aveva opposto resistenza a un pubblico ufficiale e le era stato imposto l'obbligo di firma. La sua situazione si è aggravata il 21 marzo 2016, quando avrebbe aggredito un agente della Digos che le impediva di assistere a un dibattito in università. Questo episodio le era costato il divieto di dimora a Torino. Il provvedimento, però, è in netta contrapposizione con gli arresti domiciliari che le erano stati imposti in precedenza per aver preso parte alla manifestazione No Tav di qualche mese prima.

LA LETTERA DI VIRZÌ
«Eddi dove sei? Perché sei costretta a scappare? Credo che valga la pena raccontare la tua storia. Ti chiami Maria Edgarda Marcucci. Ti ho conosciuta sul set del mio film Caterina va in città. Eri tra le comparse con mia figlia»: così inizia la lettera del regista italiano indirizzata ad Eddi. Virzì riassume le diverse situazioni della quale la giovane si è resa protagonista, sottolineando dubbi e perplessità. Per esempio, la serie di restrizioni inflitte ad Eddi: « [...] secondo la Procura saresti sottoposta all'obbligo di firma, al divieto di dimora a Torino ed infine ai domiciliari (sempre a Torino, dove abiti). A me pare che ci sia qualcosa di spropositato e anche di involontariamente comico in questi provvedimenti tanto severi quanto contraddittori. Devi averlo pensato anche tu, che infatti hai deciso di scappare».

LA TUA VOCE E LE TUE RAGIONI
Il regista non si capacita di come una giovane non trovi altra soluzione se non quella di scappare e nascondersi. «Noi tutti, come cittadini, come genitori, vorremmo ascoltare dalla tua voce le tue ragioni. Spero che tu ti faccia viva, spero che tu non abbia paura. Intanto ti mando un abbraccio». Virzì conclude sperando in un lieto fine, augurandosi che le autorità possano «trovare lo sguardo e la misura per valutare nelle giuste dimensioni la tua posizione».

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