7 Luglio Lug 2016 1424 07 luglio 2016

«I maestri di chi ha ucciso Emmanuel sono in Senato»

Michela Murgia ha lanciato l'accusa su Facebook. La scrittrice fa riferimento al caso Calderoli-Kyenge, quando il leghista non è andato a processo grazie al voto dei parlamentari.

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«I cattivi maestri del fascista e razzista che ha ucciso Emmanuel Chidi Namdi e picchiato sua moglie Chinyery siedono in Senato». All'indomani della morte del richiedente asilo nigeriano ucciso per strada a Fermo, Michela Murgia ha lanciato una dura accusa su Facebook, puntando il dito contro i parlamentari. Così continua il post della scrittrice: «sono quelli che dieci mesi fa hanno negato l'autorizzazione a procedere contro Calderoli quando diede dell'orango a Cecile Kyenge. Era critica politica, affermarono, mica razzismo, e lo dissero senza distinzione di partito, compresi 81 senatori del Pd e 3 di Sel che oggi si dichiareranno certamente sconvolti e turbati davanti a tutti i microfoni dei media. Questo succede a pensare che le parole non abbiano conseguenze. Ipocriti».

IL CASO CALDEROLI-KYENGE
Nel settembre del 2015, dopo che Roberto Calderoli aveva definito «orango» l’europarlamentare Cécile Kyenge, l'aula di Palazzo Madama si era rifiutata di far processare il parlamentare leghista per istigazione razziale: tra i contrari molti esponenti del Partito Democratico e di Forza Italia, mentre a favore del processo si era schierato compatto il Movimento 5 Stelle. Così, nonostante la procura di Bergamo avesse chiesto il giudizio immediato, tutto era finito in una bolla di sapone. E Calderoli, poco dopo, ha ritirato gli emendamenti sul ddl Boschi, con una concomitanza ritenuta a dir poco sospetta. C'è stato, sì, chi ha gridato allo scandalo. E probabilmente le stesse persone oggi comunicheranno il loro turbamento ai media. Di nuovo con una buona dose di ipocrisia, citando Michela Murgia.

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