5 Luglio Lug 2016 1410 05 luglio 2016

Chi ha paura delle «bambole»?

Il presidente della Campania De Luca ha definito Virginia Raggi una «bambolina imbambolata». Non potendola (ancora) giudicare come sindaca il sessismo è l'arma più semplice per attaccarla.

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Trasmissione televisiva In mezz'ora

Quanto sono fastidiose le politiche donne. Per qualcuno, ancora, accettare che una signora - giovane, per di più - sorpassi alle elezioni il proprio avversario uomo è una beffa inaccettabile, ancor più grave se l'ex candidata in questione non è un membro del tuo stesso partito. Così, non potendola attaccare sull'operato (è decisamente troppo presto), che si fa? Si ricorre al più facile e povero espediente: il sessismo. Stiamo parlando del presidente della Campania Vincenzo De Luca che in direzione Pd parlando della neo sindaca di Roma ha usato queste parole: «Ho visto Virginia Raggi affacciata al balcone del Campidoglio, una bambolina imbambolata, mi sono intenerito...». «Bambolina imbambolata»: è questo il modo con cui il governatore di una Regione si permette di definire una donna che, da poche settimane, riveste un ruolo istituzionale perché scelta dai cittadini.

«MEDIOEVO POLITICO»
«Dico a De Luca che ho condiviso larga parte del suo intervento, non le parole su Virginia Raggi che merita il nostro augurio di buon lavoro», ha replicato Matteo Renzi in direzione Pd. Anche per Maria Elena Boschi il governatore ha «utilizzato parole sbagliate e ingiuste verso Virginia Raggi. Che è una donna, una professionista ed è la sindaca di tutti i romani, avendo vinto le elezioni». «Condivisibile o no, l'impegno di Virginia Raggi dimostrerà che non è una bambolina. In barba a Vincenzo De Luca e a chi lo applaude. #medioevopolitico», ha scritto su Twitter Mara Carfagna di Forza Italia. Insomma: difese - vivaddio - da parte di avversarie ed avversari politici. Perché qui la politica c'entra poco.

POLITICHE GIOCATTOLO

De Luca non è il solo: la copertina de Il Tempo che rappresentava Raggi come una Barbie.

Un boccone troppo amaro da mandare giù per uno come De Luca: l'avversaria è donna, giovane, inesperta (?). Non possiamo ancora massacrarla sul suo lavoro da sindaca, ma possiamo trattarla da subito come una cretina. Perché di questo si tratta, dello stereotipo più vecchio del mondo: paragonare, trattare, definire, le donne come oggetti. Farle sentire inferiori. Una bambola - dice il vocabolario - è un «fantoccio di forme femminili, fabbricato in una grande varietà di materiali, come giocattolo per bambine». Una «fanciulla o ragazza dai lineamenti perfetti ma inespressivi». Purtoppo per De Luca, però, Raggi non ha invece alcuna funzione decorativa, né passiva. È una professionista, un'avvocatessa, la sindaca della Capitale del suo e nostro Paese. Ha un ruolo cruciale.

LUI POSSIAMO GIÀ GIUDICARLO
Il signor governatore - che invece, ahi noi, si potrebbe facilmente attaccare e criticare per il suo operato politico (non lo faremo perché siamo signore), è pregato di portare alla signora Raggi il rispetto che merita, lo stesso che meriterebbe se fosse uomo. Quando sarà il momento, potrà giudicarla come donna delle istituzioni anziché tenera bambolina ed esprimere un pessimo parere politico nei suoi confronti se vorrà. Raggi, almeno, ha il tempo dalla sua. Per lui invece il momento del giudizio è finito.

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