4 Luglio Lug 2016 1832 04 luglio 2016

La Rivoluzione americana al cinema

La festa del 4 luglio ricorda la dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti del 1776. Ma a Hollywood sembra un argomento tabù. LetteraDonna ha selezionato cinque film su questo tema.

  • ...
il patriota

Il 4 luglio è l'Independence Day, ovvero il giorno in cui gli Stati Uniti d'America commemorano l'adozione della dichiarazione di indipendenza del 4 luglio 1776, con la quale le Tredici colonie si distaccarono dal Regno di Gran Bretagna. Un momento fondamentale della storia americana, che oggi viene festeggiato con parate, concerti, barbecue e fuochi d'artificio, ma incredibilmente snobbato da Hollywood che, tutto sommato, lo ha raccontato in pochi film. Esistono tante pellicole sulla Guerra di Secessione (Via col Vento e Lincoln, solo per fare due esempi), sulla Seconda guerra mondiale e persino su quella grande sconfitta che fu il Vietnam. Ma gli eventi che portarono alla nascita degli Stati Uniti, che avrebbe poi dominato politicamente e culturalmente il mondo intero, sembrano un argomento tabù. Forse per troppo rispetto, chissà. LetteraDonna ha selezionato cinque film con cui provare ad 'approfondirlo', nonostante qualche imprecisione storica. E, no, non ci sono Nato il 4 luglio e Independence Day: il primo parla di un reduce del Vietnam e l'altro, beh, della Terra che si oppone all'invasione degli alieni.

LA PIÙ GRANDE AVVENTURA
Girato in Techicolor con grande maestria da John Ford nel 1939, questo film epico racconta la storia di Lana (Claudette Colbert) e Gil (Henry Fonda), due coloni appena sposati che devono affrontare le difficoltà della vita di frontiera. Gli indiani prima e gli inglesi poi li privano di tutti i loro beni e persino del primogenito in arrivo: allo scoppio della Guerra d'indipendenza, Gil si arruola come soldato e al suo ritorno a casa l'arrivo di un altro figlio diventa la perfetta metafora della nascita della nazione americana.

QUELLI DELLA VIRGINIA
Questo film del 1940 al centro è incentrato sulle differenze tra l'aristocrazia e i modi rudi dei coloni americani. Matt Howard (Cary Grant) è uno spiccio ed impulsivo proprietario di fattoria della Virginia, sposato con la ricca e aristocratica Jane (Martha Scott), che l'ha sposato ribellandosi alla famiglia, incurante del suo rango sociale inferiore e delle idee democratiche. Quando scoppia la guerra e Matt si arruola, la coppia è costretta a scegliere tra l'amore che li unisce e le divergenze politiche.

IL DISCEPOLO DEL DIAVOLO
Cast stellare per questa pellicola del 1959 ambientata durante la rivoluzione americana. Il pastore protestante Anderson (Burt Lancaster) fa amicizia con il rivoluzionario Richard (Kirk Douglas), che in famiglia chiamano 'il discepolo del Diavolo', per lo spirito ribelle. Il cattivo è invece il generale britannico Burgoyne (Laurence Olivier), personaggio realmente esistito. Il film si ispira all'omonima pièce teatrale di George Bernard Shaw, l'unica che l'autore ha ambientato negli Stati Uniti.

REVOLUTION
Questa pellicola del 1985 racconta la storia di un uomo, Tom Dobb (Al Pacino), e di suo figlio, Ned (Dexter Fletcher), travolti da mille vicende, continuamente separati e riuniti, negli anni in cui i coloni si rivoltano contro le Giubbe Rosse. Cast interessante e buona la ricostruzione storica, alò netto di qualche errore di sceneggiatura. Ma se il film non risulta memorabile è anche colpa della poco coinvolgente storia d'amore tra il protagonista e il personaggio di Daisy (Nastassja Kinski).

IL PATRIOTA
Probabilmente è questo il più famoso film ambientato all'epoca della rivoluzione americana. Di sicuro è il più moderno e spettacolare ma, soprattutto considerando il budget, anche quello che meno rispetta il reale andamento dei fatti. Il Patriota, pellicola del 2000, racconta la storia dell'eroe di guerra inglese Benjamin Martin (Mel Gibson) che, inizialmente scettico, si dedica poi alla causa indipendentista delle Tredici colonie, soprattutto dopo la morte del figlio Gabriel (Heath Ledger).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso