4 Luglio Lug 2016 1704 04 luglio 2016

«Ho sentito le urla di mia moglie»

Gianni Boschetti, uno degli italiani superstiti all'attentato di Dacca, ha raccontato le ultime ore della sua compagna Claudia. «Mi sento in colpa, perché Claudia non c’è più e io invece adesso sono qui».

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BOSCHETTI

«La verità è che mi sento in colpa, perché Claudia non c’è più e io invece adesso sono qui. L’ho lasciata nel ristorante da sola». Inizia così il racconto a Repubblica di Gianni Boschetti, uno dei sopravvissuti all'attacco terroristico di Dacca. L'uomo si trovava insieme alla moglie Claudia D'Antona al ristorante Holey Artisan Bakery quando il commando jihadista ha fatto irruzione nel locale. Per una serie di coincidenze lui, che si era alzato dal tavolo per fare una telefonata, si è salvato. Non la sua compagna. Quella donna che amava da una vita.

LO SMARTPHONE L'HA SALVATO
Quando i terroristi hanno fatto irruzione nel ristorante Gianni si è nascosto dietro un cespuglio. «Riuscivo a vedere solo una parte del locale e i movimenti dei terroristi che facevano avanti e indietro, ma non la zona con mia moglie e gli altri ostaggi. Non mi ero ancora nascosto quando ho notato due dei terroristi alle mie spalle. Non so perché non mi abbiano visto ma in quel momento pensavo solo a salvare la vita», ha spiegato Boschetti. E pensare che quel locale, scelto proprio quella tragica notte, non era nemmeno uno di quelli in cui la coppia andava abitualmente. «Cenavamo con piacere di tanto in tanto perché si stava bene e ci si sentiva protetti», ha confessato. Almeno sino a quella sera di venerdì 1 luglio 2016 quando quel posto idilliaco si è trasformato in una tomba per molte persone. Poi quelle urla strazianti che facevano presagire il peggio. «L'ho sentita gridare, anche se fino a quando non l'ho vista stesa sul tavolo dell'obitorio speravo si fosse salvata».

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