29 Giugno Giu 2016 1845 29 giugno 2016

Da applausi per Fibra a insulti per Scanu

Il Tribunale di Milano ha condannato il rapper marchigiano a risarcire l'ex concorrente di Amici preso di mira in alcune strofe di A me di te. «Insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte».

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«La musica è libertà, ma insultare squallidamente una persona non è musica e non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona». Così i legali di Valerio Scanu si sono espressi subito dopo la sentenza dei giudici del Tribunale di Milano che hanno condannato Fabri Fibra a risarcire l'ex talentino di Amici pesantemente attaccato dal rapper marchigiano nella sua A me di te. Una sentenza storica dato che in Italia è la prima volta che «un cantante di musica rap viene condannato» per una canzone.

FRASI INCRIMINATE
Nella richiesta di rinvio a giudizio il pm aveva elencato diverse strofe della canzone di Fabri Fibra ritenute offensive nei confronti del vincitore del Festival di Sanremo 2010. In A me di te, pubblicata nel 2013, il rapper definiva Scanu una donna e di averlo posseduto carnalmente. Ma a sconvolgere sono per lo più le continue allusioni sessuali esplicite che l'artista marchigiano ha dedicato al collega. «Gli ho abbassato i pantaloni e sotto aveva un tanga e quattro assorbenti», canta Fabri fibra. Che non contento rincara la dose con colorite immagini che ricordano il sesso orale («giù le mutande, liquido fuori da questo glande. Tira su tutto come le canne. Mi sono fatto Valeria Scanner»). Per questo il pm ha portato avanti le accuse di diffamazione contro il rapper.

DIFESA INCONSISTENTE
A nulla è servita la strenua difesa dell'avvocato Antonella Rizzi. Nel corso del processo il legale del rapper aveva infatti sostenuto che un linguaggio esplicito e il ricorso a immagini forti sono elementi essenziali del genere di musica che ha dato la celebrità a Fabri Fibra. La sentenza è stata esemplare e l'artista marchigiano è stato costretto a pagare, oltre che una multa, una provvisionale di circa 20 mila euro.

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