28 Giugno Giu 2016 1720 28 giugno 2016

«Quel suo sorriso tenero e sornione»

A tu per tu con Eleonora Sergio, attrice che ha lavorato con Bud Spencer nella fiction I delitti del cuoco. E che lo ricorda come un uomo leggero ma mai superficiale, generoso e amato da tutti.

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eleonora sergio bud spencer

Non dà tregua, questo 2016. Annus horribilis per il mondo della musica, della cultura, dello spettacolo: ma il lutto del 27 giugno è forse quello che ha commosso più di tutti il nostro Paese. Perché Carlo Pedersoli, meglio noto come Bud Spencer, della cultura popolare italiana era una vera e propria colonna. Da pallanuotista e nuotatore dei record, con due partecipazioni olimpiche nel proprio palmarès, si era trasformato in un attore capace di far ridere intere generazioni. Senza passare mai di moda. Come una vera leggenda. L'attrice Eleonora Sergio, collega di set per la fiction I delitti del cuoco ricorda con nostalgia il suo «sorriso tenero e sornione» e quel compleanno da 80 candeline festeggiato tutti insieme.

DOMANDA: Ha condiviso con Bud Spencer il suo ultimo lavoro. Com'è stato essere sul set con lui?
RISPOSTA: Emozionante per l'Eleonora attrice, ma anche e soprattutto per l'Eleonora fan: ero contenta di lavorare con lui prima ancora di conoscerlo, perché in realtà lo conoscevo già. La mia infanzia è stata costellata dei suoi film, visti con mio padre e mio fratello; lo vedevo come un amico, prima ancora che gli stringessi la mano per la prima volta. E penso sia così per tutti gli italiani.
D: Come ogni fan avrà avuto delle aspettative nei suoi confronti. Disilluse?
R: Niente affatto. Oltre che un grande artista, Bud Spencer era un uomo meraviglioso. E non parlo con la retorica che spesso accompagna i ricordi di chi non c'è più.
D: Che cosa l'ha colpita di lui?
R: I suoi sorrisi teneri e sornioni, il suo essere incredibilmente generoso, di un'allegria contagiosa e di una convivialità senza pari. Abbiamo trascorso insieme molto tempo per le riprese de I delitti del cuoco, e a ogni fine giornata pretendeva che andassimo tutti insieme a mangiare. Quello del 'gigante buono' non era solo il suo personaggio: era la sua essenza.
D: Che cosa le ha insegnato come attrice?
R: A non prendermi mai sul serio. Perché nella vita le cose bisogna conquistarsele con le unghie e con i denti, sudando e lavorando tantissimo, ma se ci si prende troppo sul serio si finisce per ammalarsi. Lui trasudava da ogni poro questa massima di vita: sempre leggeri, mai superficiali.
D: Ha un ricordo in particolare di quei mesi in cui avete lavorato insieme?
R: La sua festa per l'80esimo. Invitò tutto il cast e tutta la troupe della fiction. Ci aprì le porte della sua villa, ci presentò la famiglia e ci trattò come se tutti noi ne facessimo parte. Era un uomo semplice e conviviale. La sua grandezza stava proprio lì.
D: 80 anni e non sentirli. Possiamo dirlo?
R: Per lo meno non li faceva pesare, mai. Nonostante fosse già avanti con gli anni e si stancasse spesso durante le riprese, non ha mai reso la cosa di intralcio al lavoro degli altri, o un motivo per esternare vittimismi da star che non gli appartenevano. Ha lavorato con dedizione ogni giorno delle riprese, trovando sempre il tempo di far sorridere chi gli stava intorno.

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