28 Giugno Giu 2016 1840 28 giugno 2016

Mamma grazie alla maternità surrogata

Sonia Cellini è la prima donna in Italia ad aver ammesso pubblicamente di essere diventata madre di due bambini nati con questa tecnica. Ecco la sua storia.

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sonia cellini

A un primo sguardo Sonia Cellini può sembrare una mamma come tante altre. Rimasta senza utero né ovaie a causa di un intervento a cui è stata sottoposta da giovanissima, questa donna di 46 anni non si è arresa a diventare madre. Un desiderio che, insieme al marito Moreno, l'aveva portata a percorrere ogni strada possibile per diventare genitore. «Ci eravamo rivolti ai servizi sociali per un'eventuale richiesta di adozione. Non era andata benissimo. L'assistente sociale ci aveva consigliato di desistere poiché i tempi erano molto lunghi e mio marito era ormai fuori età», ha raccontato al Corriere della Sera. Da qui il tentativo estremo: ricorrere alla maternità surrogata.

LA DECISIONE
«A parlarmene era stata mia sorella. Quando ho proposto questa soluzione a Moreno ha subito accettato». Da qui la decisione di andare a Kiev in Ucraina, Paese che prevede questa tecnica «almeno sino all'età di 35 anni per le donne». «Abbiamo contattato questa ragazza che abita a 800 chilometri dalla capitale che fa la mamma surrogata di mestiere. Il tutto per garantire un futuro a lei e alla sua bambina», ha aggiunto Sonia. Ed ecco che dopo le terapie del caso la lieta notizia. «Quando lei è rimasta incinta mi sono sentita incinta anche io. Ad assistere al parto poi siamo volate in Ucraina io e mia mamma. L'ho ringraziata per quanto fatto ma lei mi ha detto che era il suo lavoro nulla più».

IL PROCESSO
Ma quella di Sonia e di Moreno poteva essere una storia priva di lieto fine. «Siamo stati i primi ad aver raccontato la verità. Ovvero che i bambini erano nati tramite fecondazione surrogata». Una confessione che ha causato diversi problemi ai due neo-genitori. «Un giorno alla porta ha bussato il Maresciallo dei carabinieri che ci notificava l'atto dell'indagine in corso perché in Italia questa pratica è proibita». Da qui il lungo processo durato quasi due anni in cui la coppia non si è mai sottratta «a nessuna richiesta del Tribunale» che alla fine ha archiviato ad agosto 2015 il caso perché il fatto non sussisteva. Per la legge ora Sonia è mamma dei suoi bambini anche per l'Italia.

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