10 Giugno Giu 2016 1921 10 giugno 2016

«Famiglia è un'infanzia felice»

Cinema, fiction, ma anche moda e unioni civili. Chiara Francini, apprezzatissima nella serie Matrimoni e altre follie, ci racconta il ruolo che interpreta: «Basta con i soliti ruoli femminili».

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Canale 5: 'Matrimoni e altre follie'

Vivace, energica e quasi sempre positiva, una di quelle persone a cui vorresti chiedere dove riesce a trovare le risorse per essere sempre al top. È Chiara Francini, che il pubblico ha apprezzato al cinema e che ora sta riscoprendo nella fiction. Tutti i mercoledì interpreta Giusy, un’astronoma innamorata dell’amore e dell’idea del principe azzurro, nella serie Matrimoni e altre follie su Canale 5. Fino a fine maggio 2016 è stata Perla, nella produzione di Rai Uno Non dirlo al mio capo, al fianco di Vanessa Incontrada. Solare, divertente e divertita da ciò che fa, Francini incassa un successo dopo l’altro e basta scorrere le sue pagine social per accorgersi di quanto il pubblico apprezzi le sue performance.

TRA CINEMA E TELEVISIONE
Fiorentina doc, classe 1979, ha mosso i primi passi al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove ha iniziato la sua formazione come attrice. Un po’ di televisione e molto cinema, tra programmi come Stracult e Colorado, al fianco di Diego Abatantuono, e commedie come Una Moglie Bellissima di Leonardo Pieraccioni e i vari Maschi contro Femmine. Nel suo curriculum c’è anche un ruolo internazionale nel film Miracolo a Sant’Anna, dove il regista Spike Lee l’ha voluta nella parte di Fabiola, una delle vittime della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema. È stata l’insospettabile ma riuscitissima testimonial del duo di stilisti Dolce & Gabbana, dai quali si fa vestire tuttora per le sue apparizioni pubbliche, ma è l’abito d’attrice quello che indossa meglio e nelle due fiction che interpreta ne ha dato prova. I suoi ultimi personaggi, Giusy e Perla, «sono agli antipodi ma entrambe usano molto l’ironia, come del resto faccio anch’io nella vita di tutti i giorni».

DOMANDA: Ci racconta che personaggio è Giusy in Matrimoni e altre follie?
RISPOSTA: È una ragazza moderna, che amo definire «con la testa tra le stelle», perché di professione è astronoma e quindi ha in sé una parte razionale legata al suo lavoro, ma nella vita è molto emotiva e sognatrice.
D: In che cosa nello specifico?
R: Sogna l’amore tradizionale, quello puro e incondizionato, e ovviamente vuole anche il principe azzurro.
D: Che caratteristiche delle donne di oggi ci sono in lei?
R: È una ragazza moderna, perché ha in sé dei tratti tipici di molte italiane, come il desiderio di famiglia, ma allo stesso tempo è emancipata, grazie a un lavoro abbastanza impegnativo.
D: Si aspettava una reazione così entusiasta da parte del pubblico nei suoi confronti?
R: In realtà no. Questa e Non dirlo al mio capo sono le prime fiction che mi danno un contatto più immediato con i telespettatori. Per il resto ho quasi sempre fatto cinema.
D: Perché Giusy piace tanto?
R: Credo che le persone si siano un po’ stufate di un racconto orizzontale della donna. Non sono tutte delle Madonnine, ma molte sono consapevoli dei propri difetti e usano l’ironia per superare i fallimenti e per far sì che ci sia un’evoluzione. Penso che Giusy rispecchi queste caratteristiche e io stessa ho messo molta della mia autoironia in questo personaggio. Credo che in fondo sia l’amica e la confidente che ognuna di noi vorrebbe accanto a sé, come del resto anche Perla, di cui ho vestito i panni su Rai Uno.

D: Com’è lei invece?
R: È sicuramente più pungente e caustica, una figura anti-cliché, sempre ironica come Giusy, ma forse meno tonda, meno morbida.
D: Come si è preparata per queste due protagoniste?
R: Le ho interpretate come avrei fatto al cinema, senza pensare che si trattasse di una fiction e mi ha impressionato che fossero recepite in maniera così perfetta, anche dal pubblico maschile. Significa aver centrato il personaggio e il momento in cui affrontarlo.
D: Che modello di famiglia emerge da queste serie?
R: Quelle di oggi, ovvero un nucleo in cui ci si deve amare, si cresce, ma dove è anche possibile che mamma e papà non stiano assieme per tutta la vita. C’è amore e quando non c’è prevaricazione, la famiglia è un luogo in cui i bambini devono necessariamente avere un’infanzia felice.
D: La stessa cosa vale per le unioni civili?
R: Certo. Ed era ora che le facessero, era necessario. Siamo arrivati per ultimi. Credo che ormai sia indispensabile una desemantizzazione del concetto di famiglia, è un termine che deve comunicare il nido, poi ci sono vari tipi di uccelli.

D: Se dovesse scegliere tra fiction e cinema, cosa lascerebbe?
R: Nessuna delle due, perché quando sposo un progetto non mi baso sul mezzo, ma sulla qualità. Credo che la categorizzazione sia sempre sbagliata.
D: Nel 2012 è stata testimonial di Dolce&Gabbana, com’è nata quella collaborazione?
R: Mi hanno invitato a una loro sfilata, la prima della mia vita. Lì mi hanno notata e inizialmente volevano farmi fare solo un cameo in una pubblicità, ma poi data la resa fotografica mi hanno voluto per tutta la campagna.
D: Ha chiesto consigli a Monica Bellucci, volto storico del brand?
R: In realtà credo sia una donna che potrebbe dare consigli su tutto, perché la considero una persona di rara intelligenza. Pensi che nella prima grossa intervista che ho fatto, con Paola Jacobbi per Vanity Fair, ho parlato proprio di lei e dicevo una cosa tipo: «Mi presenti la Bellucci!». Monica mi ha poi chiamata ed è stato tutto molto bello.

D: È fidanzata con un ragazzo svedese, Frederick Lundqvist. Che coppia siete?
R: Assieme siamo molto divertenti e complementari. Lui parla poco ma è molto tagliente e ci piacciono le stesse cose, ma siamo come Sandra e Raimondo: non me ne fa passare una. È tuttora molto caustico e critico come all’inizio della nostra storia, ma dice che non potrebbe mai stare con una donna non ambiziosa. In fondo quello che sono lo devo anche a lui.
D: È vero che conosce Matteo Renzi dai tempi delle superiori?
R: In realtà non personalmente. Abbiamo fatto sì lo stesso liceo, il Dante Alighieri di Firenze, ma lui era più grande e quindi non ci ho praticamente mai parlato. Ricordo solo che è stato rappresentante d’istituto quando frequentavo quella scuola.
D: È molto attiva sui social. Se ne occupa lei?
R: Guardi, io li gestisco personalmente, perché penso che le persone debbano avere l’immagine vera di ciò che sono, e mi ci trovo bene. Sono molto tagliente e quando rispondo alle critiche, che per fortuna sono poche, dico esattamente quello che penso, e soprattutto lo faccio come Chiara. Se dici una stronzata, insomma, te lo faccio notare.

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