9 Giugno Giu 2016 1914 09 giugno 2016

«Riparto dal cinema»

Dopo anni di silenzio torna sulle scene con un doppio ruolo nella commedia Ciao Brother, dove recita e canta. Da Vattene Amore all'esperienza del reality: a tu per tu con Mietta.

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San Remo - Festival della Canzione Italiana Day 2

Dopo anni di silenzio torna sulle scene Mietta, una delle più intese artiste dei nostri giorni, nella doppia veste di attrice e cantante. La vediamo al cinema nella divertente commedia Ciao Brother di Nicola Barnaba con protagonisti Pablo & Pedro, il duo comico di Zelig. La pellicola, storia di un’amicizia fraterna, ha ispirato la cantante, che per l’occasione ha scritto e interpretato due brani musicali. Il cinema è diventato un fortissimo richiamo per la voce di Vattene amore, nello storico duetto con Amedeo Minghi. Era il 1990 e tutti gli italiani canticchiavano il ritornello «Trottolino amoroso e Dudù Dadadà». Oggi, 48enne, ha un bambino di cinque e ben 28 anni di carriera alle spalle. Non vuole fermarsi e da buona donna del Sud si mette in gioco, questa volta con un ruolo sopra le righe: «Una donna narcisista e un po’ sciocca».

DOMANDA: Come è finita nel cast di Ciao Brother?
RISPOSTA: Mi ha chiamato il regista per farmi un provino e mi ha scelta. Ho già avuto esperienza nelle fiction, mentre con il cinema ero ferma da un po'.
D: Che ruolo interpreta?
R: Una parte piccola, una sorta di cameo, ma molto divertente. Sono una donna completamente diversa da quella che vorrei essere io nella vita. E poi ho cantato due bellissime canzoni che ho scritto insieme a Emiliano Cecere e Oscar Angiulli.
D: Ha recitato ne La Piovra 8 accanto a Raoul Bova e Luca Zingaretti e nella miniserie tivù Donne di mafia. È più difficile prepararsi per un ruolo drammatico?
R: Da buona meridionale sono molto attratta dai ruoli drammatici, sarà per una questione culturale o della vicinanza alla Magna Grecia. Ed è proprio per questo motivo che ho accettato una parte comica nel film di Pablo e Pedro: per mettermi alla prova.
D: Nella pellicola canta due brani: Another Dream e Non Sei Solo. Quale è il prossimo sogno di Mietta?
R: Il mio più grande sogno, quello che mi porto dietro fin da bambina, è recitare. Voglio continuare ancora e puntare sempre di più sulla carriera cinematografica, senza abbandonare la musica.
D: Quindi la rivedremo molto presto al cinema?
R: Sto per firmare per un bellissimo ruolo in un film indipendente. Ma non voglio dire ancora nulla.
D: Cantante, attrice e anche scrittrice.
R: L’arte comprende tante discipline. Purtroppo in Italia abbiamo molti bravi artisti in grado di fare tutto, ma sono pochi quelli che emergono e spesso sono chiamati solo nei musical. Questo è un nostro limite.
D: Il mondo dello spettacolo discrimina l’artista?
R: All’estero l’artista è valorizzato completamente, senza che debba dire «faccio la cantante e non l’attrice», o viceversa. Si può essere entrambi, ed essere bravi. Come Ambra Angiolini: si è costruita una bellissima carriera di attrice, ma ha dovuto lavorare moltissimo perché per tutti era sempre e solo la ragazzina di Non è la Rai. Oppure Lorenzo Jovanotti che negli Anni ‘90 veniva considerato diversamente rispetto ad oggi. Basterebbe soltanto avere un po’ più di libertà e riuscire a pensare che si possa fare arte a 360 gradi, senza togliere nulla a nessuno.
D: Dopo il clamoroso successo di Vattene amore, cantata in coppia con Amedeo Minghi, la sua carriera è decollata. Non si è stancata di cantarla?
R: No! È diventata il mio portafortuna. Non l'ho mai rinnegata e mai lo farò.
D: Sente ancora Minghi?
R: Certo.
D: Nel 2011 è uscito l’album Due soli. A quando il prossimo album?
R: Ora ci sono stati i due brani per Ciao Brother e poi vedremo. Sono sempre stata convinta che scrivere e fare un album così tanto per farlo non abbia senso. Bisogna dare tempo al tempo e aspettare le giuste occasioni. Non sono una che vuole fare dischi per forza.
D: Ha vissuto delle difficoltà negli ultimi anni, da un punto di vista discografico, di passaggi in radio o di partecipazioni a Sanremo?
R: No, e poi non si vive di solo Sanremo, di uscite radio o di apparizioni in tivù. Si fanno tante altre cose ed è proprio in questo il nostro limite italiano. Dobbiamo liberarci da questo stereotipo ed essere più vicini al resto del mondo. Se non partecipi a Sanremo, non sei finita o morta. Sei semplicemente un’artista che sta facendo altro. Non a caso mi sono dedicata alla recitazione e alla scrittura.
D: Nel 2005 è andata al reality show Music Farm. Oggi ci sono i talent. Cosa ne pensa?
R: Il talent è un’opportunità come andare a Sanremo, l’importante è che ci sia una selezione naturale per tutti. I ragazzi che sono bravi e in grado di scrivere belle canzoni e che cantano bene è giusto che vadano avanti rispetto agli altri. Le carriere come la mia (28 anni) non sono facili da reggere.
D: Con quale artista avrebbe voluto duettare tra quelli imitati a Tale e Quale Show?
R: Sarebbe stato bello cantare con Mia Martini.
D: Ha collaborato anche con Mango, può regalarci un ricordo particolare di lui come uomo e artista?
R: Era un grande poeta e aveva una voce sublime, una delle più belle che siano esistite nel panorama italiano.
D: Suo figlio Francesco ha la sua stessa passione per l’arte?
R: Ha un atteggiamento molto bello nei confronti della musica, un amore per le note molto forte.
D: Cosa si augura per lui?
R: Vorrei che seguisse la sua strada. Ora mi ha detto vorrebbe diventare un paleontologo.

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