6 Giugno Giu 2016 1412 06 giugno 2016

Lo stupro? Solo «20 minuti d’azione»

Così un padre, in una lettera, ha liquidato la violenza sessuale di cui si è reso colpevole il figlio. La condanna a sei mesi di carcere può condizionare la vita del ragazzo, ha scritto. Dimenticando quella della vittima.

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brock turner

Qualche anno fa si era insinuato il dubbio che uno stupro non potesse essere considerato tale se la ragazza indossava i jeans. Ora c'è chi, evidentemente, vorrebbe porre un limite temporale di 'accettabilità' della violenza sessuale. Negli Stati Uniti, infatti, un padre ha liquidato lo stupro di una ragazza, di cui è stato accusato il figlio, definendolo «20 minuti d’azione».

LA VIOLENZA E LA CONDANNA
Nella notte tra il 17 e 18 gennaio 2015 Brock Turner, studente della Stanford University e campione di nuoto, ha abusato sessualmente di una 22enne in stato di semi incoscienza dietro a un cassonetto, nei pressi della confraternita Kappa Alpha. Secondo i capi di accusa, per un reato del genere in California avrebbe potuto ricevere anche una condanna a 14 anni di prigione e, invece, il giudice ha optato per una punizione decisamente più lieve: sei mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata, perché una condanna più severa avrebbe potuto «avere un forte impatto su Turner». Insomma, l'impatto sulla ragazza non è stato preso in considerazione. Ma, non soddisfatto, il padre del ragazzo, Dan Turner, ha scritto una lettera per difendere il figlio.

LA LETTERA DEL PADRE
Ecco alcuni passi della lettera: «La vita di Brock è stata modificata profondamente, e per sempre […] Ogni suo minuto di veglia è consumato da preoccupazione, ansia, paura, e depressione. Glielo si può vedere in faccia, nel modo in cui cammina, dalla sua voce debole, dalla sua mancanza di appetito. Brock è sempre stato ghiotto di alcuni tipi di alimenti ed è un ottimo cuoco. Sono sempre stato entusiasta di acquistare per lui grandi bistecche da fare alla griglia o di portargli i sui snack preferiti. Ho sempre dovuto nascondere i miei salatini o le patatine […] Ora mangia a malapena, e solo per sopravvivere. Questa sentenza ha distrutto lui e la nostra famiglia. La sua vita non sarà mai quello che ha sognato e che ha lavorato così duramente per costruire. Questo è il prezzo da pagare per 20 minuti d’azione, su più di 20 anni di vita. Quello che so è che la detenzione non è la punizione appropriata per lui [...] Brock può fare tante cose positive e lavorare per la società ed è totalmente impegnato a spiegare ad altri studenti del college i pericoli del consumo di alcol e della promiscuità sessuale […] La sospensione della pena è quello che ci vorrebbe per Brock in questa situazione e che gli permetterebbe di tornare a fare parte della società in modo nettamente positivo»

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