3 Giugno Giu 2016 1458 03 giugno 2016

La sceicca della cultura

Mozah bint Nasser Al Missned è la first lady del Qatar che ha votato la sua vita all'educazione dei più bisognosi. Ecco chi è la donna eletta da Forbes tra le 100 più potenti del mondo.

  • ...
Sceicca-Mozah-bint-Nasser-al-Missned

Nel giorno della festa della Repubblica ha incontrato il premier Matteo Renzi, il giorno dopo si è recata in Vaticano dove è stata accolta da Papa Francesco. Moza bint Nasser Al Missned, madre dell'attuale sceicco del Qatar, è arrivata in Italia con la volontà, come ha dichiarato al Corriere della Sera, di «discutere alcuni progetti educativi. La questione più urgente è offrire istruzione ai rifugiati». Incoronata da Forbes come una delle 100 donne più potenti del mondo, diventò a soli 18 anni la seconda moglie del monarca del Qatar. Ma la sceicca viene ricordata anche per il suo stile impeccabile oltre che per le doti filantropiche che l'hanno portata a intraprendere una missione umanitaria lunga e difficile.

CARICHE ISTITUZIONALI
E proprio grazie al suo ruolo di paladina dell'istruzione che è stata eletta presidente della Qatar Foundation for Education, Science and Community Development nel 1995. A questa importante carica se ne affiancano, negli anni, molte altre che Moza bint Nasser Al Missned ha assunto senza mai tirarsi indietro. Una donna attiva e vitale che, a differenza di molte altre first lady del Medio Oriente, è ben presto diventata una figura di alto profilo nel panorama politico nazionale e internazionale.

EDUCAZIONE INFANTILE
Tra le principali lotte portate avanti, senza dubbio quella per l'istruzione delle persone meno abbienti è la più importante. «Quando viene chiesto alle comunità di rifugiati e delle persone meno abbienti quali siano le loro priorità, l'istruzione è sempre ai primi posti. Dà loro la speranza e l'opportunità e consente agli individui di superare traumi e ricostruire le loro vite», ha spiegato. Istruzione che non ha voluto negare ai suoi sette figli. Nemmeno, cosa molto comune in certe zone del Medio Oriente, alle sue figlie che ora occupano ruoli istituzionali pubblici. «Sono orgogliosissima di loro. Stanno facendo la differenza». Mayassa guida il Qatar Museum e Hind è amministratore delegato della Qatar Foundation. «Il loro successo mostra alle giovani dove si può arrivare. La storia di questa regione è piena di donne potenti e dinamiche. La mia speranza come madre è che le mie figlie continuino a guidare e ispirare le donne nello stesso modo», ha spiegato.

NESSUNA RIFORMA RELIGIOSA
E a chi ritiene che il Medio Oriente abbia in seno una forte dicotomia tra tradizione e modernità lei risponde: «Non c'è bisogno di riformare l'Islam, dobbiamo riformare noi stessi in modo da vivere secondo i principi centrali dell'Islam: giustizia, tolleranza e compassione. L'estremismo è alimentato dalla disperazione, che è spesso il prodotto del caos causato da interventi militari o da tentativi di sopprimere i movimenti giovanili. Non dimentichiamo che l'estremismo non risiede solo in Medio Oriente. Esiste in tutto il mondo, anche in Africa e in Asia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso