3 Giugno Giu 2016 1948 03 giugno 2016

«Io sono una brava persona»

A tu per tu con Daniela Minniti, la candidata del comune di Battipaglia esclusa dalle amministrative dalla Commissione Parlamentare Antimafia. Lei non ci sta e si sfoga con LetteraDonna.

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Daniela Minniti

Daniela Minniti è un'imprenditrice che opera nel settore ambientale. Una persona comune con la grande e «antica passione» per la politica. La stessa che già in passato l'aveva portata a partecipare a diverse campagne elettorali come segretaria organizzativa. Le amministrative 2016 per il comune di Battipaglia, con Vincenzo Inverso Sindaco, erano il suo primo banco di prova. Un'avventura stroncata sul nascere il giorno in cui la Commissione Parlamentare Antimafia ha pubblicato la «lista degli impresentabili», inserendola come unica donna in un conto di 14 persone. Colpita profondamente da questo evento, lei però si dice «fiduciosa e rinfrancata dalle tante manifestazioni di affetto».

DOMANDA: Lei si è candidata con una lista civica, come mai?
RISPOSTA: L'approccio della lista civica nasce da una presenza più capillare sul territorio e da una conoscenza più profonda dei problemi e delle realtà di una città. Io sono battipagliese praticamente da sempre, e conosco la mia terra, per questo ho scelto di lavorare con Inverso e ho sposato a pieno il suo programma quinquennale per Battipaglia.
D: Quali sono le necessità e i problemi di Battipaglia che l'hanno spinta a candidarsi?
R: Ha bisogno di una profonda riorganizzazione. Negli ultimi due anni è stata commissariata ed è sopravvissuta, ma adesso bisogna ripartire da zero. Le politiche culturali e quelle giovanili devono avere un nuovo slancio; a Battipaglia non c'è un cinema, un teatro o un punto di aggregazione. La crisi ha dimezzato quasi le imprese presenti sul territorio. Ai nostri giovani dobbiamo dare una possibilità, non devono essere costretti ad andare via.
D: Sette impresentabili su quattordici sono stati individuati nel comune di Battipaglia, come mai secondo lei?
R: Battipaglia non è come è stata dipinta, ha i suoi problemi è vero ma è un comune come ce ne sono tanti in Italia. C'è una cosa che nessuno ha scritto in questi giorni: la Commissione Antimafia ha scandagliato solo i comuni precedentemente sciolti per mafia (a Battipaglia è successo nel 2014, per infiltrazioni negli ambienti amministrativi del comune, ndr) che in tutto sono 50. Se avessero preso in considerazione tutti i 1346 comuni i risultati sarebbero stati profondamente diversi e anche la situazione battipagliese ne sarebbe risultata ridimensionata.
D: Lei si è auto sospesa, come mai?
R: La mia decisione è stata presa per non dare adito a strumentalizzazioni. In campagna elettorale, non si può sapere con anticipo quello che succederà; so però che io e i miei colleghi abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per risollevare la città e abbiamo lavorato con serietà, non volevo che fosse portato a valle da questa valanga di fango il lavoro fatto. Che è tanto e molto serio.
D: Alcuni siti giustificano il suo inserimento nella lista degli impresentabili con una sua condanna per «bancarotta fraudolenta». Come commenta?
R: Io non ho nulla da nascondere: la condanna c'è stata, i fatti risalgono al 1996 e io ho pagato il mio conto con la giustizia. Secondo la vecchia legge fallimentare a decadenza dei termini la condanna doveva essere cancellata e il casellario giudiziario aggiornato. E così è stato. Attualmente i miei avvocati stanno cercando di capire in che modo la mia situazione è effettivamente vista dalla legge Severino.
D: Vincenzo Inverso, suo candidato sindaco, come sta affrontando questa vicenda?
R: Mi ha sostenuta pubblicamente da subito, inoltre insieme abbiamo presentato una richiesta di risarcimento danni; ovviamente la vicenda giudiziaria farà il suo corso e avrà i suoi tempi. Possiamo però già dire che eventuali rimborsi saranno utilizzati per iniziative a favore della città.
D: Come ha saputo di quanto accaduto?
R: L'ho sentito al Tg. È stata una sensazione fortissima, vedersi così sbattuta in prima pagina. A stemperare il trauma sono però giunti, fortunatamente, tantissimi messaggi da parte di chi crede in me. Mi hanno espresso la loro vicinanza in tantissimi, anche persone amiche che non sentivo da tempo ma che hanno di me un bel ricordo. Quello di una brava persona.

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