3 Giugno Giu 2016 1414 03 giugno 2016

Famiglie? Stipendiate se tradizionali

Laura Terrana, candidata al consiglio comunale di Roma con «Mario Adinolfi sindaco», ci spiega il programma del Pdf. Dai piani per il supporto della natalità al contrasto all'aborto.

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Il sogno è quello di creare un «movimento nuovo, che si basi sulla famiglia e riformi la società di oggi, sempre più degradata».  Il Popolo della Famiglia, partito politico di neo formazione che ha il suo leader  nell'ex Pd Mario Adinolfi, è stato definito come il «Movimento 5 stelle Cattolico», ma ha posizioni politiche molto differenti dalla principale pietra di paragone. Laura Terrana, candidata al consiglio comunale di Roma con «Mario Adinolfi sindaco», racconta i punti fondanti del programma del Pdf, dalla battaglia al degrado giovanile alla lotta ai privilegi della casta, passando per la tutela a disabili e anziani. Fil rouge del programma, «condiviso in tutta Italia», è la centralità della famiglia e del matrimonio.

DOMANDA: Signora Terrana, il Popolo della Famiglia è ancora poco conosciuto. Come potrebbe descrivercelo in poche parole?
RISPOSTA:  È un movimento politico assolutamente innovativo, basato sul sostegno delle famiglie e che guarda alle famiglie come al suo bene e obiettivo più grande.  Mettiamo al centro la persona, non il potere.
D: Ultime ore di campagna elettorale. Come potrebbe sintetizzare il vostro programma?
R: Si basa su sette punti principali, tutti con la famiglia al centro del ragionamento politico. Iniziamo da piani per il supporto della natalità e il contrasto all'aborto, in quanto la nostra società sta morendo con solo 1,3 figli in media a famiglia. Ogni nucleo familiare deve essere aiutato e supportato, per questo sia chi decide di allargarlo, sia le giovani coppie che vorranno sposarsi, riceveranno un bonus di 2.500 euro. La pressione fiscale sulle famiglie inoltre, sarà la nostra prima battaglia.
D:  Sono propositi impegnativi per una città con 14 milioni di debito in bilancio. Come pensate di sostenerli economicamente?
R: Una volta entrati al Comune, la prima cosa che faremo sarà controllare il patrimonio della città, per poterlo amministrare meglio e coprire i buchi lì dove ci sono.  Uno dei passi fondamentali sarà sicuramente stroncare i privilegi che hanno soffocato Roma fino ad oggi. Un esempio sono le centinaia di appartamenti di proprietà del Comune in affitto a poche centinaia di euro. Colpendo queste realtà recupereremo tantissimi fondi.
D:  Viabilità, degrado urbano. Sono due argomenti tra i più cavalcati dagli altri candidati al Campidoglio. Voi come vi ponete in merito?
R:  La  viabilità è uno dei mali di Roma: una città non può essere vissuta in maniera sana, senza dei trasporti adeguati. Risolveremo il problema riducendo gli sprechi che l'hanno afflitta fino ad oggi, pensi al caso delle ruote di un autobus costate quasi 5 mila euro. Inoltre sarà pensato un piano anti-evasione, perché la principale fonte di sostentamento possa essere il contributo dei romani.

D: E per quanto riguarda il degrado urbano?
R:  È molto importante per noi colpire quelle che definiamo le «colonie del male», che sono le principali responsabili del degrado urbano e civile della città. Vanno colpiti e chiusi tutti quei luoghi in cui i nostri giovani possono avvicinarsi all'alcolismo, alla droga, alla prostituzione, in modo da poterli indirizzare verso il bene.
D: Siete un partito fortemente cattolico e Roma è una città multietnica. Cosa pensa dell'integrazione?
R: Noi appoggiamo la libertà di culto, ma solo a condizione che la nostra cultura sia rispettata.
D:  Molti candidati sindaco hanno sottolineato la situazione critica degli asili nido a Roma, e delle scuole in generale. Cosa ne pensa?
R: Come mamma è un punto che sento molto vicino e come me tutto il Pdf, in quanto la famiglia per noi è il centro di ogni cosa. Gli asili nido dovranno essere rifinanziati, incrementando la presenza di scuole pubbliche e permettendo alle scuole private di avere tariffe meno gravose per i bilanci familiari. E questo vale per ogni grado del sistema scolastico. Tutti hanno diritto a una buona istruzione e devono poter crescere - parlo per i più piccoli - con i propri coetanei. La famiglia istruisce i figli ed è insostituibile in questo, ma è a scuola che si imparano le regole del vivere comune.
D: Cosa pensa degli altri candidati?
R: Sono supportati da politiche vecchie e fallimentari. Se Roma versa oggi in queste condizioni è perché loro l'hanno gestita male. La situazione a nostro avviso si può risollevare solo con un movimento nuovo e sano, il Popolo della Famiglia.
D: Siete stati spesso paragonati al M5s, cosa pensa di Virginia Raggi? Potreste supportarla?
R:  La sua posizione in merito alle unioni civili e alle unioni tra persone dello stesso sesso la rende assolutamente lontana dai nostri valori fondamentali, non potremmo mai appoggiarla. Come lei, combatteremmo strenuamente tutti i candidati lontani dai nostri principi. In caso contrario, appoggeremmo responsabilmente tutti coloro che, eletti, dimostrerebbero di condividere i nostri punti di vista.
D: Se eletta, come donna quale valore aggiunto pensa che potrebbe portare alla gestione della res publica?
R: Come madre mi sento responsabile per tutti,ma soprattutto penso che l'impegno politico portato avanti da una donna, sia il segno di un fortissimo impegno e di una fortissima volontà: dobbiamo combattere alcune discriminazioni nel lavoro e conciliarlo con tutti gli altri impegni di vita. È una grande garanzia per un lavoro portato a termine con responsabilità.
D: «Sposa, Madre, Candidata per il Popolo della Famiglia» recita la sua pagina Facebook. Come pensa che potrebbe conciliare questi tre aspetti?
R: Sono fortunata perché ho mia suocera che mi è molto vicina, mi aiuta, cucina. Dovrò però lavorare molto duramente, se verrò eletta, perché la mia figura in casa non manchi mai: sono la base della mia famiglia, e la metterò sempre al primo posto.
D: Ha parlato di discriminazioni alle donne sui luoghi di lavoro. In cosa consiste, se secondo lei oggi esiste, la parità tra uomo e donna?
R: L'uomo ha delle caratteristiche peculiari che lo contraddistinguono nel genere umano,  e che lo portano ad avere una marcia in più in alcuni lavori. Questo non significa che la donna però non possa farli. La parità sta nel fare gli stessi lavori ognuno con i suoi tempi e le sue caratteristiche.
D: Ha fatto molto discutere una frase di Mario Adinolfi che diceva che la «donna deve essere sottomessa all'uomo». Come la commenta?
R: È stata enormemente travisata, perché letta senza pensare al contesto religioso in cui è nata. La sposa è sottomessa al marito nel momento in cui lo sposo la ama come Cristo amava la Chiesa: fino alla morte e essendo disposti a morire per lei. Il ruolo più difficile non è quello della donna, nella nostra visione della famiglia, ma quello dell'uomo. Letta con un altro punto di vista sembrerebbe solo un'affermazione retrograda.

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