31 Maggio Mag 2016 1910 31 maggio 2016

«Sono la mutante della politica»

La trans Alessia Rossini, candidata a Roma in una lista che sostiene Giachetti, crede che per ripartire la Capitale debba tornare a vivere di notte. Magari grazie all'aiuto di due supereroi.

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alessia rossini

Il suo nome è piuttosto famoso nella Capitale, ma la scheda elettorale potrebbe causare momenti di confusione. Tra i tanti candidati al consiglio comunale di Roma c'è anche Alessia Rossini, transessuale proprietaria del club privè Bad Romance, in corsa con la lista 'Laici Civici Socialisti. Una rosa per Roma - Giachetti sindaco'. Visto che all'anagrafe risulta ancora come Alessio Campanella, il suo nome potrà essere abbinato, in virtù della doppia preferenza di genere, solo a quello di una donna, pena l'annullamento del voto: «Ho parlato con Monica Cirinnà e mi ha consigliato di farmi votare singolarmente per non indurre l'elettore all'errore», spiega a LetteraDonna. Profonda conoscitrice della nightlife di Roma, pensa che la sua città possa ripartire proprio dall'economia notturna, complementare a quella diurna. Ma c'è molto da lavorare perché, se nel fine settimana la Capitale vive di aperitivi, cene fuori e nottate nei locali del centro, negli altri giorni è vuota, quasi morta, racconta. Colpa di un servizio di trasporto pubblico che dovrebbe funzionare 24 ore al giorno. Cambiare Roma sembra una missione da supereroi. Ma, fa notare Alessia, lei in fondo un po' lo è.

DOMANDA: Lei è proprietaria di un noto club privè. Si è candidata perché glielo ha chiesto qualche politico cliente del Bad Romance?
RISPOSTA: No no (ride, ndr). Però dal mio locale è nata la volontà di cambiare Roma quando mi sono accorta che avevo sempre meno clienti, specie dal lunedì al giovedì. Dopo gli attentati del 13 novembre, in particolare, c'è stato il vuoto assoluto. Una mattina mi sono svegliata e ho detto al mio ragazzo: «O cambio città o cambio Roma. E ho scelto al seconda possibilità».
D: La lista, lo suggerisce il nome, è laica e socialista. Sono state sempre queste le sue idee politiche?
R: Mi sto riscoprendo più socialista che mai. Se la società funziona ne trae beneficio il privato. Siamo stati anni a privatizzare, ora è tempo di far rifiorire gli organici pubblici. Ci sono tante cosa da fare a Roma, soprattutto per il trasporto pubblico e la sicurezza. Nel mio programma c'è la reintroduzione del fattorino sugli autobus, perché così tutti pagherebbero il biglietto e si sentirebbero più sicuri, conducente compreso.
D: La sicurezza è un problema serio nella Capitale?
R: A Roma purtroppo ormai la gente ha paura, anche se devo dire che polizia e carabinieri sono sempre veloci ed efficienti. Ma sono troppo pochi. Servirebbero delle auto di pattuglia nei singoli quartieri, per dare sicurezza ai cittadini anche di notte.
D: Proprio la vita notturna è la centro del suo programma.
R: Esatto. Se l'economia notturna si blocca, succede lo stesso a quella diurna. La città deve tornare a vivere anche dopo mezzanotte con un servizio di trasporto pubblico attivo 24 ore su 24. Invece si spegne alle 23.30. Lo so perché abito vicino alla stazione di Roma Ostiense e vedo che a quell'ora tutti si affrettano per prendere l'ultimo treno. E poi i locali rimangono vuoti. Magari si potrebbero ridurre i vagoni, ma i treni dovrebbero viaggiare tutta la notte, specie in estate lungo la tratta per Ostia. Ci sarebbero anche meno morti sulle strade.
D: I turisti come reagiscono di fronte a questo mancato servizio?
R: Rimangono scandalizzati, lavoro molto con gli stranieri e non si capacitano del fatto che Roma sia vuota di sera. E pensare che la città sta correndo per le Olimpiadi del 2024. Anche tenere i musei aperti fino a mezzanotte sarebbero una bella iniziativa per chi visita la città.
D: Roberto Giachetti è l'uomo giusto per cambiare Roma?
R: Ha appoggiato le unioni civili, quindi è già il mio candidato ideale. Poi ha anche sposato le mie idee sulla città di notte.
D: Alfio Marchini invece ha già detto che non ha intenzione di celebrare unioni civili.
R: Roma deve per forza rimanere provinciale? In città arriva gente da ogni parte del mondo, ma evidentemente devono venire solo per vedere i monumenti, senza essere liberi, se omosessuali, di darsi un bacio. Le persone cercano anche libertà culturali e invece Marchini vuole tornare al passato.
D: Che ne pensa di Virginia Raggi?
R: Lei non si espone mai... Comunque, al momento di candidarmi pensavo di farlo con il M5s, poi ho visto che da destra e da sinistra avrebbero votato per loro. Mi è sembrata una gran confusione. Allora mi sono buttata su uno schieramento più comprensibile, e sul sociale.
D: Immagino non sia poi una grande fan di Giorgia Meloni.
R: In realtà mi piace, è appariscente e simpatica. Però non condivido le sue idee, soprattutto quelle sulle unioni civili. È una fanatica della famiglia ma, lo dico da cristiana, ci deve essere la libertà di scelta. C'è chi sceglie il matrimonio e chi no. Ognuno poi deve poter sposare chi vuole.

D: Le unioni civili ormai sono una realtà. Lei sta già pensando al matrimonio?
R: Se amo una persona non ho bisogno di un documento che lo dimostri, ma le unioni civili sono un traguardo molto importante. Penso proprio che mi sposerò... e il mio compagno lo sa, gliel'ho già detto (ride, ndr). Sono cinque anni che stiamo insieme.
D: Chissà Mario Adinolfi che ne pensa...
R: Di sicuro vuole farmi chiudere il club. Lo ha scritto su Facebook quando ha saputo che mi ero candidata.
D: Più cattolico del papa. A proposito, le piace Francesco?
R: Trovo che si favoloso, un illuminato. Credo che sia un gesuita carico di buonsenso, energia e ottimismo. Davvero un grande papa.
D: A proposito, lei è socialista, ma anche cristiana. Da credente, come ha vissuto la sua transessualità?
R: Considero la mia transizione come una croce da portare. Ho deciso di essere libera e di affrontare il giudizio altrui. Fortunatamente ho una fisicità che mi permette di passare inosservata, ma ora con le elezioni ho dovuto spiattellare a tutti chi sono. Anche ai vicini che non sapevano niente di me,perché mi sono dovuta candidare come Alessio. Ma pazienza.
D: Però lei gioca su questa cosa. Per spingere la sua candidatura ha scritto: «I mutanti esistono. Il cambiamento è in arrivo».
R: Ogni supereroe ha un'adolescenza sfigata da cui trae forza, proprio come me. Sono andata a vedere il film sugli X Men e mi riconosco nella loro storia, perché non sanno dove metterli. Mettiamola così: io sono la mutante che si unisce a Giachetti, alias Jeeg Robè. Magari insieme riusciamo a fare qualcosa per Roma.

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