27 Maggio Mag 2016 1823 27 maggio 2016

La Raggi? Che sia come Meloni e Adinolfi?

Dopo il rifiuto del candidato sindaco di Roma del M5s a partecipare al Gay Village abbiamo intervistato Vladimir Luxuria: «Sapevo non sarebbe venuta. Ha bisogno dei voti della destra».

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vladimir luxuria

Doveva essere un confronto sereno. Un confronto utile soprattutto alla comunità Lgbt di Roma per capire le intenzioni dei candidati sindaco della Capitale su questioni fondamentali come unioni civili, adozioni, razzismo e bullismo. Ecco perché gli organizzatori del Gay Village, previsto il primo giugno 2016 proprio nel capoluogo laziale, avevano deciso di invitare per un dibattito all'americana Roberto Giachetti, Stefano Fassina e Virginia Raggi. «Non, ovviamente, quei politici in aperto disaccordo con la nostra comunità come Giorgia Meloni, Alfio Marchini o Mario Adinolfi, la cui posizione ci sembra abbastanza netta e insindacabile», ha commentato a LetteraDonna Vladimir Luxuria, una delle promotrici dell'evento. Invito gradito certo, ma non alla Raggi che «ci ha fatto sapere, attraverso una breve mail inviata dal suo staff, di avere altri impegni per quel giorno».

DOMANDA: Come avete preso questo rifiuto?
RISPOSTA: Noi abbiamo fatto la nostra buona azione, volevamo un incontro per avere le idee chiare su determinate tematiche. Eppure questa nostra apertura serena non ha avuto riscontri positivi. Almeno da parte di uno dei tre candidati con cui avevamo intenzione di confrontarci.
D: Lei se lo aspettava?
R: Ad essere sincera devo dire di sì.
D: Come mai?
R: Un sentore lo avevo avuto già prima. Non mi è mai parso che il Movimento 5 stelle fosse così in accordo con il Governo sulle unioni civili o sulla stepchild adoption. Poi ritengo che tanto Virginia Raggi quanto il M5s abbiano molte simpatie nei confronti dell'elettorato di destra e sicuramente in caso di un eventuale ballottaggio a lei serviranno, anzi sono certa che vuole, i loro voti. Insomma, i soliti giochetti politici che sostenevano a lungo di combattere fanno sempre più parte del loro Dna.
D: La comunità Lgbt si è fatta un'idea su chi vuole come sindaco di Roma?
R: Sicuramente voteremo chi verrà al Gay Village (ride, ndr). A parte le battute penso sia giusto scegliere il candidato che ci possa tutelare, che possa difendere i nostri diritti nel migliore dei modi. Noi vogliamo questo confronto proprio per andare al voto con le idee chiare. Durante il dibattito, infatti, non ci saranno repliche o contraddittori, le domande saranno le stesse e sarà dato spazio in egual misura a entrambi. Sarà semplicemente un ascolto per capire e andare alle urne con il cuore un po' più leggero.
D: Contenta per la legge sulle unioni civili?
R:
Contenta? Sono contentissima. Non nascondo di avere festeggiato e posso dire che festeggerò anche quando il Governo porterà avanti il discorso sulle adozioni omosessuali.
D: Il prossimo fondamentale passo...
R: Assolutamente. La legge sulla genitorialità è imprescindibile adesso. Ritengo che queste siano tutte tematiche a cui un Paese civilizzato, come penso sia l'Italia, non si può sottrarre.

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