25 Maggio Mag 2016 1859 25 maggio 2016

Ciao Bruno, ora sono Mina

Da uomo a donna senza bisturi. La storia della transessuale che potrà cambiare nome all'anagrafe grazie a una sentenza del Tribunale di Napoli Nord.

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trans

Bruna potrà diventare Mina anche all'anagrafe senza bisogno di sottoporsi all'intervento chirurgico. Lo ha stabilito il Tribunale di Napoli Nord. Così si può leggere nella sentenza, arrivata con un collegio tutto al femminile: 'Per ottenere il riconoscimento giuridico della identità di genere prescelta è sufficiente una modifica dei caratteri sessuali secondari, come la distribuzione delle masse muscolari e della forza, dell'adipe, dei peli, della laringe e della voce, delle mammelle, realizzabile normalmente mediante cure ormonali'.

DOPO DIECI ANNI
«La fine di un calvario» è il commento della transessuale, che vede così finire in modo positivo una battaglia lunga dieci anni con l'avvio del percorso terapeutico di riassegnazione del sesso. Da sette anni Mina ha un compagno che le vuole bene e si prende cura di lei. «È orgogliosa di mostrare il suo documento di identità e porre fine ad inutili imbarazzi. Per fortuna la società, sia pure lentamente, si evolve», ha sottolineato il suo avvocato.

IL PRECEDENTE
In realtà, non si tratta della prima sentenza di questo tipo. A luglio del 2015, infatti, la Cassazione aveva accolto il ricorso di una associazione per i diritti Lgbt dopo le decisioni del tribunale di Piacenza e della Corte d'Appello di Bologna, contrarie al cambio d'anagrafe per una persona trans che non si era sottoposta all'intervento chirurgico.

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