23 Maggio Mag 2016 1836 23 maggio 2016

Quando il condannato eredita

Michele Buoninconti, giudicato colpevole in primo grado per l'omicidio della moglie Elena Ceste, ha ereditato, come previsto dalla legge, parte della casa di proprietà della donna.

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Michele Buoninconti, condannato in primo grado per l'omicidio della moglie Elena Ceste, ha ereditato (come previsto dalla legge) un terzo della casa della donna, in comproprietà con i figli. Lo ha confermato Enrico Scolari, suo avvocato. L'assistito, aveva precedentemente affermato l'intenzione di rinunciare alla successione. E il legale ha precisato: «Una volta conclusi i processi, è pronto a privarsi, proprio a favore dei figli, dell’eredità della moglie scomparsa. E manterrà la promessa fatta a suo tempo».

L'IMPEGNO PRESTO DAVANTI AL TRIBUNALE DEI MINORI
Considerando i tempi necessari per il prossimo appello in corte d'assise (a novembre) e il probabile ricorso in Cassazione, per la sentenza definitiva mancano ancora due o tre anni. Gli avvocati di parte civile, Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia hanno sottolineato il venir meno dell'impegno che Buoniconti aveva preso davanti al Tribunale dei minori «quando annunciò che avrebbe rinunciato alla successione, nel corso delle udienze per il decadimento della potestà genitoriale». Gli avvocati hanno anche evidenziato il mancato pagamento delle spese che gli competevano.

L'INDEGNITÀ A SUCCEDERE
Quella della successione in caso di omicidio del coniuge è una questione spinosa, che dovrebbe essere discussa presto in Parlamento. La proposta di legge è quella di far decadere immediatamente il diritto del condannato a ereditare i beni della persona uccisa, senza la necessità di coinvolgere il giudice e di far causa. Vanessa Mele, il cui padre uccise sua madre e ottenne la pensione di reversibilità, combatte da anni perché la norma venga introdotta.

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