19 Maggio Mag 2016 1935 19 maggio 2016

Quell'ammaliatore di Marco Pannella

Da Leonardo Sciascia a Vasco Rossi, passando per Eugenio Montale e l'avvocato Gianni Agnelli. Ecco il pensiero dei grandi della storia italiana sul defunto leader dei Radicali.

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marco pannella

Marco Pannella se ne è andato. Quel male che lo divorava da dentro dal 2014 alla fine ha avuto la meglio. Ed ecco che il leader dei radicali italiani ha perso la sua ultima battaglia. Quella più difficile e importante. Ma in 86 anni di vita, Pannella ha condotto una continua guerra contro tutti e tutto. Un Don Chisciotte della libertà fatto spesso di eccessi e a volte di contraddizioni. Un politico carismatico, un uomo libero. Trasgressivo, trasgressore, irregolare, inquieto, bisessuale, incallito fumatore. Era tutto questo Marco Pannella. Ma ancor più spesso era un personaggio che divideva. Negli anni, tanto l'uomo quanto il politico, ha collezionato una lunga lista di apprezzamenti e adesioni al suo credo politico. L'Huffingtonpost ha raccolto i migliori.

SCIASCIA
Legato al partito Radicale, Leonardo Sciascia ha descritto Pannella come «il solo uomo politico italiano che costantemente dimostra di avere il senso di diritto, della legge e della giustizia. Ce ne saranno altri, ma senza volto e senza voce, immersi e sommersi in partiti la cui sensibilità ai problemi di diritto soltanto si manifesta quando qualche mandato di cattura raggiunge uomini del loro apparato: per il resto, se ne stanno in silenzio; e anzi, certi arbitri dell’amministrazione della giustizia, quando toccano altri, di altri partiti, li mettono in conto dell’alacre ed esatto agire dei giudici. Ciò fa parte della vecchia e fondamentale doppiezza della vita italiana, buono e giusto è quel che facciamo noi o da cui noi caviamo comunque vantaggio; cattiva, ingiusta e da punire è la stessa, identica azione fatta dagli altri. Pannella, e le non molte persone che pensano e, sentono come lui (e con le quali mi onoro di stare), si trovano dunque ad assolvere un compito ben gravoso e difficoltoso: ricordare agli immemori l’esistenza del diritto e rivendicare tale esistenza di fronte ai giochi di potere che appunto nel vuoto del diritto, o nel suo stravolgimento, la politica italiana conduce". (testo tratto da Marco Vecellio, Marco Pannella. Biografia di un irregolare, Rubbettino edizioni).

TOGNAZZI
Ugo Tognazzi è stato uno dei molti artisti che negli anni ha aderito al partito radicale. Durante una trasmissione condotta da Pippo Baudo ha cominciato a parlare in favore della legalizzazione della marijuana.

IONESCO
Il drammaturgo e regista francese Eugen Ionesco ha parlato così di Pannella: «Lo giuro: tutte le mie deboli forze saranno dedicate a far vivere il Partito Radicale di cui non so nulla e di cui ignoravo l’esistenza, ma ho fiducia in Pannella».

PASOLINI
Quello tra Pasolini e Pannella è stato sempre un rapporto di amore e odio. Almeno come si legge nel libro di Valter Vecellio Marco Pannella. Biografia di un irregolare (Rubettino. «Pasolini non usava mai la locuzione: 'Ti amo'. Eppure scrisse sul Corriere della Sera: 'Pannella sa quanto lo amo'. Ma aveva anche definitivo i radicali 'schiavi della norma e del capitale'. Nel novembre del 1975 avrebbe dovuto partecipare al congresso dei radicali. Poiché fu ucciso poco prima, Vincenzo Cerami lesse il suo intervento. Ecco uno stralcio: 'A proposito della difesa generica dell’alterità, a proposito del divorzio, a proposito dell’aborto, avete ottenuto dei grandi successi. Ciò – e voi lo sapete benissimo – costituisce un grande pericolo. Per voi – e voi sapete benissimo come reagire – ma anche per tutto il paese che invece, specialmente ai livelli culturali che dovrebbero essere più alti, reagisce regolarmente male. Cosa voglio dire con questo? Attraverso l’adozione marxistizzata dei diritti civili da parte degli estremisti – di cui ho parlato nei primi paragrafi di questo mio intervento – i diritti civili sono entrati a far parte non solo della coscienza, ma anche della dinamica di tutta la classe dirigente italiana di fede progressista'».

MONTALE
Anche Eugenio Montale aveva riservato parole al miele per il leader dei Radicali: «Dove il potere nega, in forme palesi, ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Andrei Sacharov e Marco Pannella, che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore. Il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noi».

BATTIATO
Era il 2015 quando Franco Battiato è apparso in un video a fianco di Marco Pannella sostenendo una delle sue innumerevoli iniziative politiche.

TORTORA
Quando Enzo Tortora è finito, come si scoprì solo più avanti, ingiustamente in carcere, non esitò a scrivere a Pannella: «Non è vero che l’Italia 'ha abolito la pena di morte'. Abbiamo un boja in esercizio quotidiano, atroce, instancabile. Ma non vogliamo vederlo. La sua scure si abbatte, ogni minuto, sul corpo di uomini e di donne, e li squarta vivi, in 'attesa' di un giudizio che non arriva mai. L’uomo qui è niente, ricordatevelo. L’uomo qui può, anzi deve attendere. L’uomo qui è una 'pratica' che va 'evasa' con i tempi, ignobili, della crudeltà nazionale. L’Italia, e ricordate anche questo, è ormai immersa nella cultura del disprezzo. Non si deve nemmeno più vivere». (testo tratto da Marco Vecellio, Marco Pannella. Biografia di un irregolare, Rubbettino edizioni).

AGNELLI
Anche l'avvocato Gianni Agnelli era rimasto affascinato da quel politico sempre controcorrente. Si narra che alla domanda su a chi avrebbe affidato l’incarico di pubblicizzare un suo prodotto, abbia risposto senza esitazion: «A Pannella». (testo tratto da Marco Vecellio, Marco Pannella. Biografia di un irregolare, Rubbettino edizioni).

ROSSI
«Ascoltate Radio radicale ragazzi perché serve! Pannella è il mio alter-ego nella politica». Parola di Vasco Rossi

MONTANELLI
«Per capire Pannella bisogna rivoltarlo come si faceva con le stoffe inglesi di una volta, il cui rovescio era meglio del diritto. Visto di faccia, è un Brancaleone, uno sparafucile, un saccheggiatore di pollai, un gigionesco mattatore, capace di rubare il posto a un morto nella bara, pur di mettersi al centro del funerale. Ma è anche lo sceriffo che, disarmato, va a sfidare il gangster nella sua tana. Pannella è figlio nostro, un figlio discolo e protervo, un Giamburrasca devastatore che dopo aver appiccato il fuoco ai mobili e spicinato il vasellame, è scappato di casa per correre le sue avventure di prateria. Ma in caso di pericolo o di carestia, ve lo vedremo tornare portandosi al seguito mandrie di cavalli e di bufali selvaggi, quali noi non ci sogneremmo mai di catturare e domare», Indro Montanelli.

ANDREOTTI
«Io sono quello a cui l’impiegato un po’ spaurito che ha dato sempre del Lei al capo ufficio dice per strada, vincendo la sua frustrazione e la sua cultura: 'Ciao Marco'. E se un sedicenne sta per bucarsi e Andreotti gli dice 'Non lo fare', lui corre ad infilarsi l’ago in vena. Se glielo dice Berlinguer, idem. Se glielo dice Pannella, almeno aspetta mezz’ora», aforisma di Giulio Andreotti.

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