18 Maggio Mag 2016 1731 18 maggio 2016

«Unioni civili? Non sono la normalità»

Don Mazzi preferisce la famiglia con mamma e papà. Non si scandalizza come Bagnasco, ma ritiene il matrimonio una cosa diversa. E l'utero in affitto? Un'anomalia che distoglie dal vero problema.

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La legge sulle unioni civili «sancisce di fatto un'equiparazione al matrimonio e alla famiglia» in attesa del colpo finale, ovvero la pratica dell'utero in affitto che «sfrutta il corpo delle donne approfittando della loro povertà». Così ha parlato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella relazione all'assemblea generale il 17 maggio. Ma cosa ne pensa un prete di strada come Don Antonio Mazzi, da sempre impegnato ad aiutare i poveri, i disagiati e, più in generale, gli esclusi dalla società? Raggiunto da LetteraDonna, il religioso ha tagliato corto: «L'unione tra due uomini è un'eccezione, diciamo così. Ma non mi scandalizzo». Il vero problema, per Don Mazzi, è piuttosto la crisi che il matrimonio e la famiglia stanno attraversando in Italia. E, aggiunge, quanto a stepchild adoption e utero in affitto, anche con una mamma e un papà non si può mai sapere come andrà a finire.

DOMANDA: Cosa pensa delle frasi del cardinale Bagnasco?
RISPOSTA: Credo che si stia analizzando il problema sbagliato. Qui stiamo guardando al passato quando invece dovremmo pensare al futuro. In Italia non si fanno più figli e siamo il Paese cattolico in cui ci si sposa meno. Il matrimonio tra uomo e donna è in profonda crisi. La peggiore della nostra storia.
D: Metter su casa costa, e anche avere figli. La spiegazione non può essere questa?
R: Non si fanno figli perché costano, poi perché ci si lascia... ogni volta c'è una scusa. Abbiamo messo sul tavolo il valore della vita, domandandoci quanto costa e quanto ci guadagniamo. In passato i figli erano una risorsa, oggi non più. Dobbiamo capirlo tutti, preti e politici: il nostro futuro si sta spegnendo.
D: Allora l'utero in affitto può essere una soluzione, perché anche i gay potrebbero avere figli.
R: È un'eccezione, ma non ci dobbiamo dimenticare il problema principale. Bagnasco sta analizzando i problemi di una 'linea' di eventi futuri.
D: Anche le unioni civili sono delle eccezioni?
R: Le unioni tra omosessuali possono avvenire ma non sono la via normale, che è invece quella con un uomo e una donna. Ma siccome siamo tutti diversi, le accetto. D'altra parte servono anche per accedere a certi diritti.

D: Bagnasco ha detto che la legge ha equiparato le unioni civili al matrimonio e alla famiglia.
R: Anche in questo caso sta analizzando un'anomalia. Per me il matrimonio può avere un'apertura più ampia. Ben vengano le unioni civili se hanno un'interpretazione che è al servizio della vita e di un amore autentico.
D: Ma a settembre 2015 lei disse: «Unioni civili? Purché non siano matrimoni. Stiamo inventando modi di stare insieme che non so quanto c'entrino con l'amore vero».
R: Infatti non c'è bisogno di chiamarli matrimoni, chiamiamoli solo unioni civili. È un'espressione che dice molto, interpretata senza ideologie. Se la vita trionfa i problemi si risolvono, quando invece entrano in ballo religione e politica iniziano i casini.
D: Lei ha quattro lauree ad honorem in psicologia. Pensa che un bambino con genitori gay possa crescere con dei problemi?
R: I figli stanno bene dove c'è un'unione solida, che un tempo era siglata dal matrimonio. Non so dirle se questo figlio potrà avere problemi, perché si tratta di una situazione nuova nella nostra società. Certamente è più normale una famiglia con un padre e una madre.
D: Ma un padre e una madre sono abbastanza?
R: No, e lo so perché nelle mie comunità convivo con le tragedie più grandi degli amori sbagliati, e anche di quelli giusti. Non si può mai sapere: ho accolto Erika De Nardo e Fabrizio Corona, che sono nati e cresciuti in famiglie normali... E invece ci sono figli di prostitute che hanno dentro grandi capacità e speranze. Ogni situazione va interpretata non alla luce del peccato, ma del bisogno di capire.
D: Ci sono omosessuali molto religiosi che sognano di sposarsi in chiesa. Celebrerebbe il matrimonio di una coppia gay?
R: Perché dovrei sposarli io? Se mi capiterà ci penserò. Sono aperto a ogni possibilità. Ma ripeto, chiamiamola unione e non matrimonio.

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