17 Maggio Mag 2016 1838 17 maggio 2016

«Le idee contano più di un simbolo»

Il M5s ha ignorato la sua candidatura a sindaco di Capoterra. Così il culturista Giovanni Montis ha creato una lista civica. Ora corre da indipendente e si paragona a Leonida del film 300.

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Il 4 aprile LetteraDonna aveva raccontato la storia di Giovanni Montis, il culturista che con la sua candidatura a sindaco aveva spaccato il Movimento 5 Stelle di Capoterra, in provincia di Cagliari. Dopo la vittoria nelle primarie aspettava solo la certificazione da parte del direttivo, che però non è mai arrivata. Insomma, il M5s non ha concesso il via libera alla lista e lo ha fatto, al 17 maggio, senza fornire nessuna spiegazione. Così Giovanni Montis ha deciso di andare avanti come candidato sindaco con la lista civica Capoterra Stellata: «Per non rischiare di perdere ciò che avevamo conquistato al meetup abbiamo decido che in un modo o nell'altro dovevamo candidarci», ha spiegato a LetteraDonna. Lo fa dunque senza il simbolo del M5s, ma con uno che lo richiama e soprattutto con gli stessi valori che lo hanno fatto avvicinare alla politica: partecipazione, buona amministrazione e trasparenza. Proprio quella che è mancata in questa storia, dove i muscoli e i tatuaggi hanno pesato più dei programmi che Giovanni Montis ha per la sua città. Che adesso vuole aiutare con il suo piccolo esercito di 'spartani'.

DOMANDA: Cosa è cambiato dal 4 aprile, giorno della sua prima intervista a LetteraDonna?
RISPOSTA: Abbiamo aspettato fino all'ultimo la certificazione da parte del direttivo del Movimento 5 Stelle, che come avevo detto sarebbe dovuta arrivare entro metà aprile. Così, visto che il tempo stringeva, abbiamo creato la lista civica Capoterra Stellata.
D: Ancora oggi lei non sa perché il M5s ha bloccato la sua candidatura?
R: Abbiamo provato a sollecitare una risposta, ma da Milano non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione. Eppure avevamo spedito i documenti con largo anticipo, io ho la fedina penale pulita (condizione necessaria per potersi candidare con il M5s, ndr) e sono stato eletto con regolare votazione.
D: Il simbolo di Capoterra Stellata richiama comunque quello del M5s.
R: Sì, perché la lista si rifà infatti agli stessi ideali del movimento. Le stelle sono però dodici e al centro c'è in evidenza il nome della mia città. C'è anche un significato simbolico: vorrei che Capoterra tornasse a brillare come quelle stelle, dopo troppo tempo passato nell'ombra.
D: Nonostante tutto, allora, crede ancora nel M5s?
R: Esatto, perché è proprio per i suoi valori fondanti che ho scelto di candidarmi. Non lo avrei mai fatto né per la destra né per la sinistra, ammesso che esistano ancora, visto che ormai si coalizzano per avere più voti.

D: I fuoriusciti dal M5s di Capoterra sostengono che la sua vittoria alle primarie sia stata irregolare, perché la votazione non è avvenuta online.
R: Ma in una cittadina come la nostra non c'è bisogno di fare le primarie online... C'è stato un meetup, con due votazioni, anche per alzata di mano. Ho vinto io entrambe le volte e poi abbiamo inviato i documenti per la candidatura il 20 febbraio.
D: Ma i fuoriusciti sono davvero tali?
R: No, fanno ancora parte del movimento. L'unica differenza è che noi abbiamo deciso di candidarci nonostante la certificazione, mentre loro provano solo a metterci i bastoni tra le ruote.
D: Nella lista Capoterra Stellata ci sono otto uomini e altrettante donne. È un caso?
R: No, non lo è. Da quest'anno gli elettori, per il consiglio comunale, hanno la possibilità di votare un uomo e una donna. Così abbiamo voluto fornire lo stesso ventaglio di scelte per entrambi i sessi.
D: Formalmente non rappresenterà il M5s. Cambierà qualcosa?
R: No, perché so che chi fa parte del M5s alle urne voterà comunque per me. Sanno quello che è successo a Capoterra, conoscono me e le 16 persone della lista e in più sanno quanto abbiamo lavorato. E poi siamo convinti che alla fine le idee contino più di un simbolo. Per questo prenderemo molti voti anche dagli indecisi.
D: Lei è molto fiducioso.
R: E lo sono sempre di più. Non mi piace arrendermi. Io e i 16 della lista siamo stati paragonati agli spartani del film 300: sarà per la barba, i muscoli e il fatto che sono sempre in prima linea, ma il personaggio di Leonida mi calza a pennello (ride, ndr).

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