16 Maggio Mag 2016 1807 16 maggio 2016

«Mai umiliata da Donald»

Rowanne Brewer Lane, ex compagna del candidato repubblicano alla Casa Bianca, smentisce l'inchiesta del New York Times. Ma molte altre testimonianze sembrano confermare le inclinazioni sessiste di Trump.

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rowanne trump

Donald Trump maltratta le donne. Anzi no. Rowanne Brewer Lane, ex compagna del candidato repubblicano alla Casa Bianca, smentisce l'intervista pubblicata dal New York Times nell'ambito di una lunga inchiesta che metteva nel mirino i comportamenti sessisti dell'imprenditore che ha scombussolato il panorama della politica statunitense. «Hanno estrapolato alcune frasi, dandogli una connotazione negativa», ha spiegato la ex modella in un'intervista televisiva subito dopo le affrettate smentite via social.

SMENTITO IL NEW YORK TIMES
«La mia esperienza con Donald Trump non è stata negativa [...]. In nessun modo mi ha mai fatto sentire umiliata. Non ha mai ferito i miei sentimenti. Era molto cortese. L'ho visto in compagnia di qualsiasi tipo di persona, qualsiasi tipo di donna. Era molto gentile, premuroso, generoso. Un vero gentleman». La smentita non è passata inosservata ed è stata ripresa dai maggiori organi di stampa statunitensi: l'inchiesta del New York Times, infatti, si apre proprio citando le parole di Rowanne, che racconta di quando Trump la invitò a indossare un bikini davanti agli ospiti della sua villa, durante una festa in piscina che vedeva ospiti una cinquantina di uomini e circa trenta modelle. Rowanne contesta l'utilizzo di questo aneddoto da parte del quotidiano, sfruttato in un contesto negativo.

TRUMP E LE MISS
Brutta tegola per il New York Times, certo, ma d'altro canto quella di Rowanne non è l'unica testimonianza su cui si basa l'inchiesta, condotta lungo un arco di sei settimane e basata su circa cinquanta interviste. Le dichiarazioni della ex moglie Ivana Trump fanno pensare a una sorta di 'tradizione di famiglia' nell'atteggiamento smaccatamente patriarcale di Donald e di suo padre Fred. Temple Taggart, invece, Miss Utah 1997, racconta che durante il concorso di bellezza Miss Usa Trump le si presentò baciandola sulle labbra. Nel 2009, invece, secondo la Miss California di quell'anno Trump disse che di una partecipante non gli interessava se fosse dolce, ma se fosse «hot», e cioé 'figa'.

BELLEZZA COME STATUS SYMBOL
Il ritratto del New York Times, poi, continua nel dipingere Trump come un uomo ossessionato dalla bellezza e dalla necessità di essere circondato da belle donne. Al punto di arrivare a chiedere a un'altra miss un parere sul corpo della propria figlia, Ivanka. Ma anche capace di vantarsi con collaboratori e dipendenti delle proprie performance sessuali, sventolando una pagina del New York Post dove la moglie ne lodava le capacità amatorie. Il New York Times, poi, racconta di come Trump abbia sempre preferito lavorare con impiegate donne, piuttosto che uomini, perché inclini a impegnarsi più duramente. Caratteristica che però non apprezzò nella moglie Ivana, che nelle fasi del concitato divorzio lo accusò anche di stupro, salvo poi smentirsi.

UMILIATA DI FRONTE ALLE TELECAMERE
L'ultima donna intervistata dal Times è Alicia Machado, Miss Universo 1996. Dopo aver vinto il titolo, Alicia ingrassò e chiese l'assistenza di un dietologo e di un personal trainer per rimettersi in forma. Trump, però, non si limitò a criticarla in privato, ma la trascinò, a sua insaputa, in un hotel zeppo di reporter e telecamere che avrebbero assistito ai suoi esercizi per perdere peso. «Stavo per scoppiare a piangere [...]. Dopo quell'episodio ho sofferto di anoressia e bulimia per cinque anni».

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