16 Maggio Mag 2016 1243 16 maggio 2016

La guida dei Giovani Musulmani è donna

Per la prima volta, l'associazione italiana ha scelto un presidente di sesso femminile. «Esiste un processo democratico con cui i soci possono votare e scegliere chi vogliono. Noi lo abbiamo rispettato».

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Nadia Bouzekri

È nata in Italia 24 anni fa, precisamente a Sesto San Giovanni, Nadia Bouzekri, prima donna eletta presidente dei Giovani Musulmani d'Italia, la più importante associazione di giovani islamici italiani (più di 1.200 iscritti e 51 sezioni in giro per il Paese). «Non è una questione di essere maschio o femmina. Penso che la mia vittoria sia importante soprattutto perché nelle associazioni esiste un processo democratico con cui i soci possono votare e scegliere chi vogliono che li rappresenti e guidi. Noi lo abbiamo rispettato», ha affermato.

«NESSUN ESTREMISMO»
Di sicuro, il suo, non è un ruolo facile. «'Ciao Isis', è così che le persone mi salutano quando salgo sull'autobus e ho con me una valigia. Anche se sono nata qui e vivo da sempre in provincia di Milano», ha raccontato la giovane. L'associazione è stata spesso accusata di 'estremismo'. Ma a queste insinuazioni, riporta Vanity Fair, Nadia ha risposto: «Lo statuto è chiaro e i membri che ne fanno parte non hanno mai avuto alcun coinvolgimento con pensieri di questo tipo, l’unica cosa davvero estrema nella mia vita è mio padre, che è molto interista».

NESSUNO LE HA IMPOSTO IL VELO
A 16 anni, è stata lei, senza che nessuno glielo imponesse, a scegliere di iniziare a indossare il velo. «Era il 25 aprile. La festa della liberazione d'Italia per me era la liberazione dal dover per forza dimostrare sempre qualcosa di diverso dalla mia intelligenza», ha affermato. E ha aggiunto: «Liberarsi da qualsiasi preconcetto e riuscire a valorizzare la donna per quello che pensa e non per come si veste».

CONOSCERE PER SMETTERE DI AVERE PAURA
Una ragazza impegnata e decisa, perfettamente consapevole di sé e di ciò che desidera per la sua vita. Nonostante le difficoltà del vivere in un Paese ancora non del tutto in grado di comprendere e accettare i diversi punti di vista, le diverse religioni. «A volte per il velo sono stata scartata dai colloqui di lavoro. Ma io, all'altrui paura, rispondo col sorriso e con la cultura. La conoscenza dell’altro e dei suoi valori permetteranno di non dubitare più dell'Islam», ha detto.

«BISOGNA RICONOSCERE L'ISLAM COME SECONDA RELIGIONE»
Laureata in Lingue Straniere a Milano, Nadia ha iniziato a interessarsi alla politica e ai Giovani Musulmani già ai tempi delle scuole superiori, fino alla recente elezione. «In Italia i musulmani sono un milione e mezzo. Le istituzioni devono riconoscere l’Islam come seconda religione del paese, solo così nessuno si sentirà più escluso», ha affermato.

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