16 Maggio Mag 2016 1551 16 maggio 2016

Francia, le ministre contro il sessismo

In tutto sono state 17 le firmatarie di un duro comunicato, apparso sul Journal du Dimanche, contro le molestie sessuali. «È arrivato il momento di denunciare e non tacere più».

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Eliseo

Basta violenze sulle donne. Il grido si è alzato forte e chiaro da Parigi dove 17 ex ministre hanno spiegato di non avere più alcuna intenzione di stare zitte. Almeno fino a quando qualcuno non smetterà di fare apprezzamenti apertamente sessisti nei confronti delle donne o impedendole di essere libere. «L’impunità è finita, le denunce saranno sistematiche», hanno scritto in un appello pubblicato sul Journal du Dimanche. Firmatarie sono state la direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, le candidate alle elezioni presidenziali 2017 Nathalie Kosciusko-Morizet e Rama Yade, la presidente della regione Île-de-France Valérie Pecresse, Aurélie Filippetti, Fleur Pellerin, Chantal Jouanno e altre dieci politiche transalpine.

TROPPE MOLESTIE
«Secondo un’inchiesta del 2014, nel corso della sua vita professionale una donna su cinque deve affrontare una situazione di molestia sessuale. Ma poche ricorrono alla giustizia. Questo perché hanno paura di eventuali ritorsioni», si legge nel comunicato. Le ex ministre sostengono inoltre che discriminazioni (e non solo) del genere accadono tutti i giorni: «sui mezzi pubblici, per strada, nelle aziende, nelle facoltà. Ora basta». Una dichiarazione che assume i connotati del grido di guerra contro ogni forma di sessismo.

IL CASO
Tutto è scoppiato dopo che alcune vittime, rimaste a lungo in silenzio, hanno espresso tutta la loro indignazione contro la presunta ipocrisia di Denis Baupin (ex vicepresidente ecologista dell’Assemblea nazionale). L'uomo, dopo anni di molestie verbali, si è fatto fotografare con il rossetto sulle labbra per una campagna contro le violenze sulle donne. Un gesto che non è stato proprio digerito. Le rivelazioni taciute sulle aggressioni di Baupin hanno fatto così esplodere l’ira di molte donne. Tanto che il primo ministro Manuel Valls ha dichiarato di aderire all’appello. Stessa cosa ha fatto il ministro per i Diritti delle donne Laurence Rossignol che ha annunciato anche alcune misure per aiutare le vittime come l'allungamento dei termini per la prescrizione da tre a sei anni e la possibilità per le associazioni di sporgere denuncia al posto delle vittime.

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