12 Maggio Mag 2016 1221 12 maggio 2016

Fibromialgia, questa sconosciuta

Cinque cose da sapere sulla malattia, di cui il 12 maggio si celebra la giornata mondiale. Invalidante e spesso difficile da diagnosticare, la patologia colpisce nel 95% dei casi le donne.

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fibromialgia

Il 12 maggio è la giornata mondiale della fibromialgia, una malattia invalidante e spesso difficile da diagnosticare. Vanity Fair ha riportato la storie di Anna Maria Tinacci, referente dell’Aisf (associazione italiana sindrome fibromialgica), affetta da anni dalla patologia. Era una mamma, attiva, sportiva, piena di energie. Poi, i primi 'disturbi', che le hanno tolto vitalità, fino a costringerla a letto. Inizialmente nessuno credeva stesse male, tutti pensavano che i sintomi fossero frutto della sua immaginazione: le analisi erano perfette e sembrava apparentemente in forma. Dopo essersi consultata con diversi medici, finalmente, Anna Maria ha ottenuto la diagnosi. Ma cosa è la fibromialgia? Ecco cinque cose da sapere.

CONOSCIUTA DAL 1800
La patologia era già conosciuta nella prima metà dell'800, ma 'definita' in altri modi. Nei primi del '900 veniva  considerata una malattia infiammatoria dei muscoli ma alla fine degli Anni '40 venne esclusa la presenza di infiammazione per cui descritta come disfunzione su base psicologica. Nel 1978 è stato introdotto il moderno concetto, nel 1990 sono stati individuati i criteri diagnostici e nel 1994 la diagnosi è stata accettata a livello internazionale.

NON SOLO DOLORE E STANCHEZZA
I due sintomi principali della fibromialgia sono il dolore e la stanchezza. Ma i pazienti riferiscono molti altri disturbi, come sensazione di rigidità, problemi di sonno, disturbi della sensibilità (formicolii diffusi su parte o tutto il corpo), alterazioni della temperatura corporea e dell'equilibrio, ansia e depressione.

COLPISCE SOPRATTUTTO LE DONNE
La malattia colpisce soprattutto il sesso femminile, in particolare tra i 25 e i 35 anni e i 45 e 55. In Italia ne sono affette circa 2 milioni di persone, donne nel 95% dei casi. Di difficile diagnosi (a causa dei numerosi e relativamente 'comuni' sintomi), spesso viene sottovalutata e scambiata per 'ipocondria'.

MOVIMENTO E DIETA
Secondo il sito fibromyalgia.it, per attenuare i sintomi, molto importante è l'attività fisica, da svolgere senza però affaticare troppo i muscoli (diversi pazienti hanno riferito un netto peggioramento), ma è utile anche seguire una dieta povera di zuccheri, sale e grassi, a favore di frutta, verdura e cereali integrali.

NON ESISTE UNA CURA DEFINITIVA
La terapia farmacologica prevede, sotto consiglio dello specialista, l'utilizzo di medicine miorilassanti e di farmaci che potenziano l'attività della serotonina. La patologia può essere tenuta sotto controllo, ma non curata in modo 'definitivo': «Non esiste una 'pillola' che fa passare subito e per sempre i sintomi della malattia. Ma con un corretto approccio multidisciplinare che integri terapie farmacologiche, riabilitative e psicoterapeutiche, è possibile ottenere un adeguato controllo dei sintomi ed in maniera stabile nel tempo», ha affermato Giovanni Biasi, dirigente medico I livello UOC Reumatologia a ilmiogiornale.org.

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