12 Maggio Mag 2016 1938 12 maggio 2016

«Confesso già troppa gente!»

Papa Francesco ha aperto al diaconato femminile. Suor Paola ha accolto con entusiasmo l'annuncio. Ma, scherza con LetteraDonna, non invidia per niente i parroci.

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suor paola

Il 12 maggio Papa Francesco ha annunciato che creerà una commissione per studiare la possibilità di istituire il diaconato femminile. Sarebbe un passo in avanti per la Chiesa, ma anche un ritorno alle origini, visto che le 'diaconesse' esistevano già agli albori del Cristianesimo.

LetteraDonna ha raggiunto Paola D'Auria, la suora tifosa della Lazio nota al grande pubblico per la partecipazione a Quelli che il calcio. Per anni 'fedelissima' di Fabio Fazio, oggi la religiosa si dedica a tempo pieno al suo Villaggio So.Spe, un centro polifunzionale destinato all'accoglienza di ragazze madri sole con i loro bimbi e persone in difficoltà. E, da 'addetta ai lavori', Suor Paola ha accolto con entusiasmo l'annuncio del Pontefice.

DOMANDA: Papa Francesco ha aperto al diaconato femminile. È una buona notizia per le donne di Chiesa?
RISPOSTA: Sì, lo è, perché le donne diacono già sono esistite in passato e comunque nei luoghi dove mancano i parroci spesso sono proprio figure femminili a farne le veci. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle parole del Pontefice.
D: Si tratta di una bella apertura da parte della Chiesa, e non è la prima da parte di questo Papa 'progressista'.
R: Il fatto è che si tratta di questioni reali: Francesco ha dato l'ok per una cosa che potrà essere portata a termine senza problemi. I timori da parte degli uomini di Chiesa che non sono abituati a collaborare con le donne saranno superati facilmente.
D: Secondo lei perché finora la Chiesa era stata cauta su certi argomenti?
R: Parliamo di un mondo in cui le cose non cambiano da un giorno all'altro, ma un po' alla volta. Evidentemente fino ad oggi la Chiesa non era pronta ad accogliere le donne nella collaborazione al sacerdozio.
D: Crede che in futuro avremo donne sacerdoti?
R: Spero proprio di no (ride, ndr). Sappiamo tutti che ci sono in altre in altre confessioni, però credo che sia difficile per loro riuscire a coniugare gli impegni famigliari e quelli ecclesiastici. Il sacerdozio comporta grande impegno.
D: Allora lei non sogna di celebrare la messa?
R: Per niente. Non voglio né celebrare messa, né confessare la gente. Già le persone mi raccontano tutti i fatti loro così, figuriamoci se dovessi confessarle sul serio (ride di nuovo, ndr)!

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