11 Maggio Mag 2016 1323 11 maggio 2016

Adesso giudica lui

Dopo l'addio di Elio, Mika e Skin ad X Factor arrivano Manuel Agnelli, Arisa e Alvaro Soler. Fedez unico superstite. Dalla scena indie al talent: cinque cose da sapere sul leader degli Afterhours.

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agnelli manuel

Manca solo l'ufficialità da parte di Sky, ma saranno Fedez, Arisa, Alvaro Soler e Manuel Agnelli i giudici della prossima edizione di X Factor. L’unica conferma è dunque quella del rapper, dopo gli addii già annunciati di Elio, Mika e Skin. Se per Arisa si tratta di un ritorno dopo il biennio 2011-2012 (memorabile la lite con Simona Ventura), a completare il quartetto dei giudici ci sono due nomi inaspettati, per diversi motivi. Se da una parte lo spagnolo Alvaro Soler ha alle spalle solo il tormentone estivo El Mismo Sol e la hit Sofia con cui si appresta a bissare il successo nel 2016, dall'altra stupisce la scelta di Manuel Agnelli, con i suoi Afterhours portabandiera dell'indie rock italiano. Non si tratta però di una sorpresa: il cantante aveva già anticipato tutto a Repubblica: «Lo scorso anno mi hanno proposto di fare il giudice a un talent e ho rifiutato. Ma ci sto ripensando: non ho paura di affrontare cose del genere se posso usarle per qualcosa di importante. Il peso mediatico, lo sappiamo, è forza e la televisione è ancora l'unica che ti può far fare quel salto. […] Bisogna andare dove c'è la gente ma naturalmente portando se stessi». Ecco cinque curiosità sul nuovo giudice di X Factor.

LA PRIMA VOLTA SULLA RAI
Manuel Agnelli giudice a X Factor è una notizia che fa rumore, ma il frontman degli Afterhours non ha mai disdegnato la tivù, andandoci ben prima di Sanremo 2009, quando portò sul palco dell'Ariston Il paese è reale. La sua prima apparizione televisiva risale infatti al gennaio del 1993 su RaiTre all'interno del programma Tortuga, rotocalco di informazione culturale del Dipartimento Scuola Educazione trasmesso in fascia mattutina: Agnelli ha partecipato con un'embrionale formazione dei La Crus in veste di pianista, eseguendo una cover de Il vino, di Piero Ciampi.

La copertina di Germi, album degli Afterhours pubblicato nel 1995.


DALL'INGLESE ALL'ITALIANO
Sono serviti due album e altrettanti ep prima che gli Afterhours optassero per l'italiano. Fino a Germi del 1995, infatti, Manuel Agnelli aveva cantato esclusivamente in inglese. È stata una scelta felice, perché l'album ha fatto la fortuna della band: basti pensare che Mina ha inserito nel suo Leggera una personale interpretazione del brano Dentro Marylin, reintitolata Tre volte dentro me.


IL FESTIVAL ALTERNATIVO
Manuel Agnelli ha organizzato, per cinque edizioni, il Tora! Tora!, festival itinerante che all'inizio degli Anni Duemila ha portato in giro per l'Italia il meglio della scena alternativa italiana, con esibizioni di gruppi come Marlene Kuntz, Verdena e Linea 77. Il festival si ispirava al famoso Lollapalooza e il progetto, infatti, è stato applaudito all'epoca proprio dal suo creatore, Perry Farrell dei Jane's Addiction.

I PREMI COME PRODUTTORE
Da sempre Agnelli affianca, a quella di cantante, l'attività di produttore. C'è lui dietro Tregua e Nido, i primi due album di Cristina Donà, e nel 2001 ha ricevuto in occasione degli Italian Music Award il premio come miglior produttore italiano per Sono un grande sasso, dei Verdena. Nel 2009 è stato nuovamente premiato per il progetto Il paese è reale, che ha riunito 19 tra i migliori artisti indipendenti italiani.

I RACCONTI DEL TUBETTO
Musicista, produttore e... scrittore. Agnelli è autore de I racconti del tubetto, raccolta di storie pubblicata nel 1999 (e di nuovo nel 2000 con il titolo Il meraviglioso tubetto, contenente contenente un cd inedito del side project Agnelli Clementi), divisa in varie storie dalle parole di alcune delle più belle canzoni degli Afterhours.

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