6 Maggio Mag 2016 1514 06 maggio 2016

«Totò? Era un po' triste»

In un'intervista rilasciata al Corriere della sera, Franca Valeri, 96 anni a luglio, ha raccontato i grandi artisti del '900. Da De Sica, a Sordi, da Fellini a Monicelli. Ecco cosa ha detto.

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«Non si può non aver paura della morte. Si può non pensarci». Dal cinema, alla politica, passando per la guerra, le origini ebree e il nazismo. E poi l'amore, l'istruzione, gli sms e la tecnologia. È un viaggio che ripercorre l'intero '900 quello che si legge nell'intervista rilasciata al Corriere della sera da Franca Valeri, 96 anni a luglio. Prolificae amata attrice, sceneggiatrice e regista, è celebre per la sua lunga carriera di interprete caratterista in campo sia cinematografico che teatrale.

FRANCA VALERI E I GRANDI ARTISTI DEL '900
Quando Aldo Cazzullo, autore dell'articolo, l'ha invitata a esprimere un commento su alcuni dei grandi artisti con i quali ha lavorato o che ha conosciuto nel corso della sua carriera, la Valeri non si è tirata indietro. Ecco cosa ha detto.

Totò: «Una persona molto malinconica. Sa quel luogo comune sui comici, che siano un po’ tristi? Ecco, per Totò era vero. Intelligentissimo. Con la fissa della nobiltà. Si faceva chiamare principe. Insieme abbiamo fatto Totò a colori e Gli onorevoli. Nelle pause eravamo sempre in un angolo a parlare. Tutti si chiedevano: di cosa parleranno Totò e la Valeri?».

Eduardo De Filippo: «Eduardo era un cane rognoso. Con me, però, sempre simpatico».

Giorgio Strehler: «Un genio. Aveva il tocco magico. Spettacoli come i suoi non si vedono più»

Fellini: «Un altro genio; anche troppo. Non ho sempre stra-capito tutti i suoi film. La sua personalità però mi ha sempre stra-affascinato. Una sera ci siamo trovati a casa di Lattuada e mi hanno chiesto di inventarmi un personaggio. Improvvisai la coreografa ungherese. Fellini impazzì e la mise in Luci del varietà. Se ripenso a quel film mi accorgo che sono tutti morti. Io sono la superstite».

Alberto Sordi: «Quanto ci siamo divertiti a girare Il vedovo! Non era affatto avaro com’è stato descritto: era un generoso. Non ho mai dovuto aprire la borsetta, offriva sempre lui».

Vittorio De Sica: «Il migliore in assoluto. Fascinosissimo. Regista straordinario, attore straordinario. Sdoppiarsi era il suo destino: due personalità, due vite, due famiglie, due donne. Entrambe si erano imposte. Giuditta era già una grande attrice, credo lo abbia aiutato a crescere. Maria era irresistibile, tanto era bella. De Sica sapeva cavare il meglio dagli attori. Anche Sophia Loren con lui recitò benissimo».

Sul suicidio di Mario Monicelli: «Conoscendo Mario si può capire il suo gesto. Era così ironico da essere contro tutti, anche contro se stesso».

Maria Callas: «Era idolatrata: la voce di Dio. Ma come donna si è riconosciuta infelice, e purtroppo questa riflessione le ha accorciato la vita. Si è ritirata troppo presto».

Mina: «Abbiamo avuto un bellissimo rapporto, venne da me in campagna il giorno del suo matrimonio con Pani. Poi anche Mina ha scelto di sparire».

Sandra Mondaini: «Eravamo amiche. Il marito, poi, era bravissimo».

Enzo Tortora: «Mi propose una trasmissione molto divertente, in cui recitavo le fidanzate immaginarie di uomini famosi, da Andreotti a Mike Bongiorno. Quello che hanno fatto a Enzo Tortora è atroce. Ne morì».

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