6 Maggio Mag 2016 1642 06 maggio 2016

Caso Orlandi, l'archiviazione definitiva

Dai Lupi Grigi sino alla teoria della pedofilia. Ecco le quattro ipotesi legate alla sparizione di Emanuela, uno dei più intricati misteri italiani destinato a rimanere tale.

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Emanuela Orlandi

Alla fine ci ha pensato la Cassazione a mettere la parola fine sull'inchiesta per la scomparsa di Emanuela Orlandi. La sesta sezione penale della Cassazione, giudicando inammissibile il ricorso della famiglia contro l'archiviazione dell'indagine della procura di Roma, ha posto così una pietra su uno dei misteri italiani che maggiormente ha affascinato il Paese e il mondo intero. Era il 22 giugno 1983. Da allora di quella quindicenne residente nella città del Vaticano non si è saputo più nulla. Inizialmente gli inquirenti avevano pensato all'allontanamento volontario da casa di quella adolescente figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia. Poi, con il tempo, le indagini hanno preso una piega diversa. Ecco le varie tesi su cui, negli anni, hanno indagato le forze dell'ordine.

I LUPI GRIGI
L'ipotesi del sequestro è balenata la prima volta il 5 luglio 1983 quando una telefonata è arrivata inaspettata alla sala stampa vaticana. All'altro capo del telefono un uomo dallo spiccato accento anglosassone. L'Amerikano, come è stato subito ribattezzato dalla stampa italiana, affermava di tenere in ostaggio Emanuela Orlandi. Per liberarla chiedeva il rilascio di Mehmet Ali Ağca, l'uomo appartenente ai Lupi Grigi che aveva sparato a Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981. La scadenza per la liberazione del prigioniero era il 20 luglio. Da quel momento altre telefonate e nastri registrati sono giunti agli inquirenti. Tutti con la stessa richiesta: libertà per Mehmet Ali Ağca. Nonostante i molti comunicati, la "pista turca" dei Lupi Grigi si è rivelata un buco nell'acqua come negli anni hanno confermato più fonti.

LO SCANDALO IOR
Indagando sui Lupi Grigi, gli investigatori sono però venuti a contatto con una realtà ben diversa da quella immaginata. Gli specialisti del Sisde, come si è venuto a sapere solo nel 1995, erano arrivati alla conclusione che l'Amerikano delle telefonate anonime altro non era che l'arcivescovo Paul Marcinkus, che all'epoca era presidente dello Ior, la banca vaticana. A tradirlo, oltre che l'accento, anche la conoscenza del latino, decisamente migliore rispetto a quella dell'italiano, e una comprensione del mondo ecclesiastico e del Vaticano davvero elevata. Un'indagine complessa resa ancora più difficile dallo scandalo del crack del Banco Ambrosiano in cui Marcinkus era coinvolto. L'arcivescovo aveva comunque evitato, grazie al passaporto diplomatico vaticano, il mandato di cattura emesso il 20 febbraio 1987 dal giudice istruttore del tribunale di Milano. Mancato nel 2006, ancora oggi la figura dell'ex presidente dello Ior è avvolta nel mistero.

LA BANDA DELLA MAGLIANA
Dopo anni di silenzio, nel luglio del 2005 alla redazione del programma Chi l'ha visto? è arrivata una telefonata anonima in cui si diceva che per risolvere il caso di Emanuela Orlandi era necessario andare a vedere chi è sepolto nella basilica di Sant'Apollinare e controllare «del favore che Renatino fece al cardinal Poletti». Grazie alla soffiata si è scoperto che l'illustre defunto altri non era che un capo della Banda della Magliana: Enrico De Pedis. Il boss era stato seppellito in territorio vaticano per volere del cardinale Ugo Poletti, allora presidente della Cei. Questo filone è stato a lungo seguito dalla redazione di Chi l'ha visto? che per questo è stata più volte minacciata da diverse telefonate anonime. Questo sino al luglio 2011 quando la procura distrettuale di Roma ha arrestato alcuni componenti della famiglia romana De Tomasi, accusati di reati tra i quali usura e riciclaggio di denaro. Giuseppe De Tomasi è stato identificato come la persona che nel 1983 aveva telefonato alla famiglia Orlandi portando notizie di Emanuela, mentre il figlio, Carlo Alberto De Tomasi, è stato l'autore della telefonata a Chi l'ha visto? del luglio 2005. Il 24 luglio 2011 Antonio Mancini, in un'intervista a La Stampa, ha dichiarato che effettivamente la Orlandi è stata rapita dalla Banda della Magliana per ottenere la restituzione del denaro investito nello Ior attraverso il Banco Ambrosiano.

I PEDOFILI
Gli inquirenti, nei lunghi anni di indagini, non hanno escluso nemmeno la pista che portava alla pedofilia. Secondo questa teoria Emanuela Orlandi sarebbe stata attirata in un giro di festini a sfondo sessuale per poi venire brutalmente uccisa. A essere coinvolti sarebbero stati esponenti del clero, un gendarme vaticano e personale diplomatico di un'ambasciata straniera presso la Santa Sede. Dopo essere stata drogata e coinvolta in un'orgia, la giovane sarebbe stata rimasta uccisa. A rivelarlo il 22 maggio 2012 durante un'intervista a La Stampa è stato Padre Gabriele Amorth, esorcista di fama mondiale. Testimonianze che si sono susseguite sino al 2005 aumentando i dubbi su quella sparizione misteriosa.

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