5 Maggio Mag 2016 1407 05 maggio 2016

«Renzi? Potete contestarlo alle urne»

«Il dissenso non si manifesta con la violenza». Mara Carfagna, candidata come capolista alle Comunali di Napoli, ci ha parlato delle politiche per il Mezzogiorno, del premier e di Berlusconi.

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Equal Opportunities Minister Mara Carfag

Da ex ministro alle Pari Opportunità a capolista alle Comunali di NapoliMara Carfagna è una delle tre candidature forti, tutte al femminile, su cui punta Forza Italia per le prossime amministrative. Oltre a lei ci sono Mariastella Gelmini in testa alla lista di Milano e Alessandra Mussolini per Roma. Segno di debolezza e mancanza di novità in FI? L’ex ministro ci assicura di no: «È una dimostrazione di forza e di voglia di vincere del nostro partito».

DOMANDA: Non è che le vostre sono in realtà candidature civetta? Ovvero, se sarà eletta andrà davvero al Comune di Napoli?
RISPOSTA: Io, ovviamente, posso parlare per me. E ho detto molto chiaramente, sin dal momento della presentazione, che intendo impegnarmi nel consiglio comunale, che vinceremo le elezioni e metterò a disposizione la mia storia e le mie competenze per i napoletani, quelli che mi avranno votato e anche gli altri.
D: Ci dice in breve tre priorità per la sua città?
R: A Napoli c’è un problema drammatico – più ancora che altrove – di sviluppo mancato, di desertificazione delle imprese, di lavoro. Per questa ragione il centrodestra ha messo in campo un imprenditore, uno che da Napoli è partito e ha costruito ricchezza e lavoro, Gianni Lettieri. Poi c’è da affrontare il ritardo clamoroso delle politiche sociali, l’assenza di un sistema di welfare che funzioni e sia al livello con il resto del Paese. Infine c’è da operare sul fronte della legalità, che significa anche serietà: non ciò che sta facendo ancora oggi Luigi De Magistris, che, a un mese dal voto, approva improbabili redditi minimi di cittadinanza, assegna case popolari…
D: Passiamo alla politica nazionale. Matteo Renzi è stato contestato due volte in pochi giorni. La prima a Matera, la seconda addirittura a Firenze, la sua città…
R: Non mi sentirà mai dire una sola parola in favore delle contestazioni violente, delle offese o delle grida. Il dissenso in politica deve manifestarsi alle urne, non trasformarsi in violenza. Detto ciò, sicuramente il presidente del Consiglio è meno popolare di un tempo, certo.
D: Cosa pensa di come il governo sta trattando la questione meridionale? E del «patto per la Basilicata» (l'accordo sottoscritto dal premier insieme al presidente della Regione Marcello Pittella che prevede un'investimento  di quattro miliardi di euro, ndr)?
R: Per due anni il Pd si è dimenticato delle politiche per il Mezzogiorno, ma ha investito le poche risorse a disposizione per mance, bonus, sconti, che hanno sì portato qualche voto, ma non hanno consentito di rimettere in moto il mercato, né di creare sviluppo. Non lo penso solo io, ma tutte le statistiche rivelano che il Sud è in decrescita.

Mara Carfagna in parlamento nel 2013 con MariaStella Gelmini e Stefania Prestigiacomo.

Franco Origlia - 2013 Getty Images

D: Il 9 maggio torna alla Camera il ddl sulle unioni civili, senza la stepchild adoption. 
R: Con Stefania Prestigiacomo, Nunzia De Girolamo, Renata Polverini ed Elio Vito abbiamo annunciato che voteremo a favore del provvedimento delle unioni civili. Che nonostante il premier abbia deciso di mettere la fiducia – che ovviamente non voteremo – e abbia mandato avanti una legge piena di errori grossolani, sarebbe sbagliato perdere questa occasione di fare il primo passo lungo la strada dei diritti. È una rosa piena di spine, ma bisogna coglierla.
D: Parliamo della sua vita privata. Lei, come molte donne belle della politica, è stata presa di mira dal gossip. Oggi sembra che le acque si siano calmate. Forse perché ha 40 anni? O perché non è più ministro? O perché si è meritata sul campo la stima di tutti e ha fatto dimenticare il suo passato nello spettacolo?
R: Guardi, che la società e la politica italiana conservino ancora sacche di maschilismo, lo si capisce da questa domanda. Ma per fortuna domande come questa non mi vengono più rivolte da anni.
D: Peppino Caldarola dice che la destra si ricompatterà. Lo pensa anche lei?
R: Me lo auguro. Perché se così non fosse, consegneremmo il Paese al Pd e a Matteo Renzi, che sembra trovarsi molto bene, tra l’altro, a Palazzo Chigi. Le vicende di Roma hanno complicato tutto, ma sono sicura che troveremo un modo per ricostruire l’unità che serve.
D: Alessandra Mussolini è candidata a Roma. Come sono i vostri rapporti? È finito il tempo degli insulti?
R: Ho rapporti ottimi con tutti, per fortuna. Le auguro un grande successo alle amministrative, come lo auguro alla mia collega e amica Mariastella Gelmini. Dobbiamo vincere non per noi, ma per i cittadini di Milano, Roma, Napoli, per tutti gli altri.
D: Lei è una delle poche a non aver abbandonato Berlusconi.
R: Questo non mi risulta. Il Pdl si è sciolto e da allora ci sono state molte scissioni, addii, dirigenti politici che hanno preso strade diverse, ma la nettissima maggioranza della dirigenza e dell’elettorato di Forza Italia sono leali al progetto del presidente Berlusconi che del partito e del centrodestra come lo conosciamo è il fondatore. Mi spiace per gli altri che ne se sono andati…

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