4 Maggio Mag 2016 1425 04 maggio 2016

«Faccio lo sconto a chi vota Sala»

Efe Bal si batte per legalizzare la prostituzione. L'avrebbe fatto anche da consigliera comunale se Stefano Parisi non glielo avesse impedito. Eppure il sesso non protetto fa più vittime dell'Isis.

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efe bal partito liberale

Nel pomeriggio del 3 maggio, fuori dall'Hotel De La Ville a Milano, c'è stato una vivace botta e risposta tra Efe Bal e Stefano Parisi. La transessuale turca era stata inserita in un primo momento nella lista del Partito Liberale che fa parte della coalizione di centro destra capitanata dall'ex amministratore delegato di Fastweb. Quest'ultimo, non gradendo la controversa ex leghista, ha bloccato la sua candidatura.  «Non vengo accettata perché sono una prostituta?», ha incalzato Efe Bal. «All'interno della mia coalizione c'è un'area cattolica molto importante. La sua battaglia per la regolamentazione della prostituzione (leggi qui cosa succede in Olanda) creerebbe fratture che io non voglio avere», ha risposto Parisi. Raggiunta da LetteraDonna, la trans ha espresso tutta la sua delusione: «Ai cattolici del centro destra milanese non danno fastidio le mie idee, ma il fatto che io sia una escort». Eppure, essendo del settore, Efe Bal avrebbe potuto dare una mano, per risolvere quella che considera una vera emergenza: «C'è troppa ipocrisia: porto avanti una battaglia giusta ma nessuno vuole affrontare il problema. Oggi si parla tanto di Isis e attentati ma in Italia la prostituzione non regolarizzata fa più danni del terrorismo».

DOMANDA: Facciamo un passo indietro. Come nasce la sua candidatura?
RISPOSTA: Sono stati Raffaele Strada e Tiberio Buonaguro del Partito Liberale a dirmi che avrebbero voluto inserirmi nella loro lista di 48 persone per le elezioni comunali del 5 giugno, visto il mio impegno per la legalizzazione della prostituzione. Ho accettato e sono andata nella loro sede per firmare i documenti. Intanto la storia è uscita sui giornali italiani e ne hanno parlato anche in Turchia.
D: Poi cosa è successo?
R: Mi hanno chiamata dal Partito Liberale dicendo che c'era qualcosa che non andava. Dentro di me avevo già capito, così sono andata a un gazebo a San Babila, dove mi hanno chiesto di fare un passo indietro perché Parisi non accettava la mia candidatura. Ho chiesto il perché ma, non avendo risposta, l'ho aspettato fuori dall'hotel dove si trovava.

La lista elettorale del Partito Liberale, al numero 6 c'è Efe Bal.

D: Così arriviamo al battibecco del 3 maggio.
R: Sì, Parisi mi ha risposto che le mie idee non vanno bene per la sua coalizione. Ma come fa a conoscere le idee di tutti i candidati delle varie liste? Per non parlare di quelle degli elettori. Vivo a Milano da 18 anni e non ho mai avuto un problema con la giustizia, eppure mi ha fatto fuori perché faccio un lavoro 'particolare'.
D: Facciamo finta che il problema siano davvero le idee. Quali sono?
R: Mi batto da sempre per la regolarizzare della prostituzione. Vorrei pagare le tasse e essere in regola con il fisco. Non vorrei certo creare un quartiere a luci rosse. Essere una prostituta, poi, non vuol dire essere a favore di pedofilia, contrabbando o legalizzazione delle droghe.
D: Fa sorridere, ma le sue idee sono simili a quelle di buona parte della destra.  
R. Sì, Matteo Salvini è d'accordo con me sulla prostituzione e l'abrogazione della legge Merlin. L'ho detto a Parisi, ma non ha voluto discutere di questo. Anche Daniela Santanchè ha detto di non tollerare più una Milano-bordello a cielo aperto. Pensi che con le tasse derivanti da una prostituzione in regola si potrebbe pagare l'asilo per un anno a tutti i bambini d'Italia.
D: La prostituzione è un problema serio a Milano?
R: La città ne ha diversi, come immigrazione, sporcizia e sicurezza. C'è anche la prostituzione e il nuovo sindaco non può ignorarla. Con Letizia Moratti sindaco venivano fatte multe da 450 euro a clienti e prostitute, ma alla fine non le pagava nessuno. Io avrei potuto metterci la faccia, insieme alla mia esperienza, per provare a fare qualcosa.

D: Parisi l'ha accusata di essersi candidata per avere visibilità. È così?
R: Ma se sono stati loro a chiamarmi! Casomai è il contrario, sarebbe stato il partito ad avere visibilità. Ci tengo a precisare che comunque ho una certa fama non per scandali come Nicole Minetti, Ruby e le Olgettine, ma perché nel mio lavoro faccio tutto in regola.
D: A proposito, Parisi le ha anche detto che in consiglio comunale si lavora. Aveva intenzione di fare altro?
R: Questa cosa non l'ho capita. Forse non avrei lavorato? Avrei preso il consiglio comunale come una sfida. Se penso che a una come la Minetti non sono state fatte queste obiezioni mi viene da ridere.
D: Lei è sempre stata vicina alla destra. Perché non cambia schieramento?
R: Vladimir Luxuria è arrivata in parlamento con la sinistra: all'epoca ha fatto qualcosa di eccezionale e la ammiro per questo, anche se oggi non mi piace il suo personaggio. Io non saprei a chi rivolgermi, ma in effetti se avessi fatto gli stessi sforzi con la sinistra forse adesso avrei raggiunto qualche risultato. La destra cattolica pensa al Family Day quando i problemi dell'Italia sono altri, come i femminicidi e gli abusi sui minori. A Milano ci sono poi più di mille centri massaggi, ma ci sono numeri ancor più preoccupanti a livello nazionale.
D: Quali?
R: Ci sono nove milioni di persone che vanno a prostitute. A vivere di questo sono in 60 mila, tra uomini, donne e trans ma, a parte me e pochi altri, nessuno fa test per l'Hiv o la vaccinazione per l'epatite, e il preservativo è optional: ogni giorno ci sono milioni di persone, siano esse sposate, single, uomini, donne, politici, giornalisti o operai, che rischiano la loro vita. Ma nessuno prende provvedimenti. Grazie ai cattolici possiamo non parlare di questo, ma si tratta di un'emergenza peggiore del terrorismo.
D: Ultima domanda: voterà lo stesso per Parisi?
R: No, anzi, lo dico a lei e poi magari lo scriverò anche su Twitter: a chi vota Beppe Sala e mi mostra la foto della scheda elettorale farò 10 euro di sconto sulle mie prestazioni.

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