29 Aprile Apr 2016 1930 29 aprile 2016

«E ora chiamateci famiglia»

Doppia festa per Marilena Grassadonia, presidentessa di Famiglie Arcobaleno che si è vista riconoscere l’adozione incrociata dei figli nati grazie a un donatore anonimo. La nostra intervista.

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Il 30 aprile le famiglie arcobaleno tornano in piazza a Milano. E per Marilena Grassadonia sarà una doppia festa. Non solo perché è la presidentessa dell’associazione dei genitori omosessuali, ma anche perché a poche ore dalla conferenza stampa di presentazione della «festa delle famiglie» è arrivata la notizia che aspettava. Il giudice di Roma ha riconosciuto la stepchild adoption per i suoi tre figli. Ciò significa che lei e la sua compagna sono genitori a tutti gli effetti dei bimbi che stanno crescendo a prescindere da chi li abbia partoriti. Il grande, otto anni, è nato dal suo grembo. Mentre i due gemelli di tre anni dalla pancia della compagna. Tutto grazie a un donatore anonimo e alla fecondazione fatta in Spagna, Paese in cui si sono anche sposate.

DOMANDA: In Italia, invece, stiamo aspettando ancora la legge sulle unioni civili, che è passata al Senato e dovrà essere votata a breve dalla Camera.
RISPOSTA: Legge che però non prevede la stepchild adoption. Siamo fortemente delusi, ci hanno preso in giro.
D: La sentenza che riguarda la sua famiglia dà torto in fondo ai politici, che hanno voluto lo stralcio dell’adozione del genitore non biologico.
R: Questa ennesima sentenza dimostra quanto la politica sia distante dalle cose. Noi famiglie arcobaleno siamo discriminate, perché si lascia alla benevolenza di un giudice il riconoscimento di nostri diritti.
D: Quanto tempo ci avete messo per avere la sentenza?
R: È arrivata in un anno e mezzo circa, è stata relativamente veloce.
D: Quindi non vi siete subito rivolte al tribunale per i minorenni?
R: No, noi come tante coppie l’abbiamo fatto appena c’è stata una prima sentenza favorevole, che ci ha fatto ben sperare.
D: Quant’è costata la causa?
R: Migliaia di euro. Siamo discriminati anche economicamente. Basti pensare che per la fecondazione siamo dovuti andare all’estero, seppure a un’ora di volo dall’Italia.
D: Se fosse stata consentita l’adozione avreste adottato dei bambini, invece di fare la fecondazione eterologa?
R: Sono due cose diverse. E noi, come le coppie eterosessuali, dovremmo poter fare entrambe.
D: Il governo ha assicurato che inserirà la stepchild adoption nella nuova legge sulle adozioni…
R: Non sappiamo cosa aspettarci. Vediamo.
D: Anche se vi siete sposate in Spagna, farete un’unione civile in Italia?
R: Sì, per avere maggiori tutele, ma non festeggeremo né con confetti né con bomboniere.

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