26 Aprile Apr 2016 1349 26 aprile 2016

Un pulsante per salvarsi

In India la violenza sulle donne è un'emergenza. Nel Paese si registra uno stupro ogni 22 minuti. Dal 2017 sui telefoni cellulari un 'panic button' per chiamare le forze dell'ordine in caso di aggressione.

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È emergenza stupri in India: secondo le stime nel Paese ogni 22 minuti si verifica un episodio di violenza sulle donne. Per arginare il fenomeno, è stato stabilito che dal primo gennaio 2017 tutti i telefoni cellulari venduti debbano avere il 'panic button', uno speciale tasto con cui contattare le forze dell’ordine e facilitare così i soccorsi alle vittime in caso di stupri o aggressioni.

DAL 2018 ANCHE IL GPS
Per i semplici telefonini sono il 5 e il 9 i tasti deputati allo scopo, mentre per gli smartphone è allo studio un sistema in grado di inviare rapidamente un sos, come ad esempio la pressione per tre volte di seguito del tasto di accensione-spegnimento. Oltre al 'panic button' il provvedimento stabilisce anche la dotazione obbligatoria del Gps a partire dal 2018. La decisione si è resa necessaria dopo l'ondata di crimini nei confronti delle donne che non accenna a fermarsi e che è venuta alla luce nel 2012, quando la morte di una studentessa in seguito a un brutale stupro di gruppo su un autobus scatenò la reazione della popolazione. L’India vanta il primato per il mercato degli smartphone, con circa un miliardo di utilizzatori: «La tecnologia deve essere usata per migliorare la qualità della vita e quindi anche per la sicurezza delle donne», ha detto il ministro delle telecomunicazioni Ravi Shankar Prasad.

DIRITTI NEGATI E SILENZI
In India c'è un problema di violenza e discriminazioni nei confronti delle donne, i cui diritti sono tutelati dalla Costituzione ma di fatto ignorati nella vita di tutti i giorni. Gli attivisti  giudicano 'ottimiste' le cifre dell'emergenza, perché in realtà sono moltissime le vittime che non denunciano, in una società fortemente patriarcale, le violenze subite. Come se non bastasse il fenomeno delle spose bambine, gli stupratori in India non fanno distinzioni di età e lo dimostrano gli ultimi episodi registrati: il 7 marzo a Mumbai una bambina di quattro anni è stata infatti prima stuprata e poi uccisa, mentre il giorno successivo una ragazzina di 15 anni è stata violentata e bruciata viva a Greater Noida, sobborgo di New Delhi.

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