26 Aprile Apr 2016 1128 26 aprile 2016

«Regeni? Andasse al diavolo»

Sugli schermi della rete saudita Al Arabiya, la giornalista Rania Yassen ha espresso, urlando al complotto, la sua opinione sulla morte del giovane ricercatore italiano.

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Il corpo senza vita di Giulio Regeni è stato trovato nudo e mutilato (con evidenti segni di tortura) in un fosso nella periferia del Cairo. Era il 3 febbraio. Non c'è una verità ufficiale sulla sua morte, come non c'è chiarezza sulle altre sparizioni che si verificano in Egitto ogni mese. Dopo l'omicidio, l'Italia e il mondo si sono mobilitati per chiedere verità sulla tragica fine del giovane ricercatore italiano.

«SIAMO DAVANTI A UN COMPLOTTO»
Ed ecco arrivare lo sfogo, dall'Egitto, di Rania Yassen, la giornalista che sugli schermi della rete saudita Al Arabiya ha espresso, con veemenza, la sua opinione sul caso. Dopo aver dato la notizia dell'indagine aperta dalle autorità contro Reuters, con l'accusa di aver diffuso notizie false sulla morte di Regeni, la presentatrice ha 'strillato' la sua indignazione per la troppa importanza data alla questione: «Tutto questo interesse a livello internazionale, come in Gran Bretagna e Usa, tutto ciò indica una sola cosa, siamo davanti ad un complotto! Come se Regeni fosse il primo caso di omicidio in tutto il mondo», ha affermato, ricordando i tanti egiziani scomparsi. E ha aggiunto. «Adesso basta, che andasse al diavolo».
Ecco il video.

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