22 Aprile Apr 2016 1550 22 aprile 2016

Ridateci le vallette parlanti

Sabina Ciuffini, che negli Anni '70 affiancò Mike Bongiorno al Rischiatutto, commenta con noi la nuova edizione di Fabio Fazio, ci racconta della sua vita e di quando incontrò Gianroberto Casaleggio.

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ciuffini

Le nuove generazioni ne hanno sentito parlare ora che è tornato in tivù, di Rischiatutto su RaiUno (boom di ascolti con sette milioni e 537 mila telespettatori la sera del 21 aprile), ma Sabina Ciuffini, alias 'valletta parlante' di Mike Bongiorno, è un mito degli Anni '70. Scoperta dal conduttore all’uscita del liceo Giulio Cesare di Roma, a 18 anni è finita sul piccolo schermo nel quizzone più famoso della storia, scelta perché incarnava la ragazza moderna. Parlante e con minigonna. Classe 1950, due figli, divorziata, Ciuffini ha declinato l’invito a partecipare alla nuova edizione di Fabio Fazio «perché troppo affollata di personaggi». Nipote del fondatore del Fronte dell’Uomo Qualunque, con una simpatia per i grillini, ora vive a Milano e si occupa di «autorità femminile».

DOMANDA: Iniziamo dalla fine. Com’è stata questa prima puntata del nuovo Rischiatutto condotta da Fabio Fazio?
RISPOSTA: Carina direi, scorrevole. Però una cosa la vorrei dire.
D: Dica pure.
R: Gli autori hanno istruito male Fazio: già dalla seconda edizione Rischiatutto non era in bianco e nero. Ci siamo trasferiti da Roma a Milano proprio per andare in onda a colori. E, grazie a noi, milioni di televisori a colori sono andati venduti.
D: Cosa avrebbe detto Mike Bongiorno della nuova edizione?
R: Questo non posso saperlo, ma di certo Mike era molto geloso del format. Che poi ha regalato alla Rai. Noi paghiamo milioni di euro di canone per vedere un format che potremmo fare anche io e lei in 15 minuti.
D: Ma la famiglia Bongiorno ha mantenuto i diritti sul format?
R: Che io sappia no. Curioso come non si sia rifatto il programma, se non quando Mike è morto.
D: Questo smentisce la leggenda che Mike Bongiorno fosse tirchio.
R: È assolutamente falso, era un vero signore. Ha fatto molta beneficenza, anche attraverso la moglie.
D: Matilde Gioli, in questa edizione, ha il suo ruolo. Come l’è parsa?
R: Mi ha fatto tenerezza, l’ho vista spaesata. La cosa più difficile al mondo è non fare nulla.
D: Quindi è meno emancipata di quanto lo fosse lei negli Anni '70?
R: In un certo senso sì. Io ero ancora della generazione che pensava: «Meno è meglio». Lei sembrava che volesse fare a tutti i costi qualcosa.
D: Diciamo che la sua figura di 'valletta parlante' è stata rivoluzionaria.
R: Ero figlia di mia madre. La minigonna e tutto il resto ci sono stati offerti su un piatto d’argento.
D: Oggi cosa fa?
R: Mi occupo di turismo e di autorità femminile.
D: Ci spieghi meglio.
R: Realizzo progetti che aiutano le donne italiane a emergere, a esprimere il loro pensiero. Ora mi sto occupando di Unatalk, la copia esatta di Ted talks e aiuto le donne a parlare in pubblico.
D: Navigando sul web ho trovato un suo video fatto per il sito di Beppe Grillo. È una simpatizzante M5s?
R: Diciamo che ho simpatia per tutte le persone in buona fede, come lo sono quelli del Movimento 5 stelle e come lo era Mike Bongiorno.
D: E com’è finita sul sito di Beppe Grillo?
R: Sono andata da Bruno Vespa (a Porta a Porta, ndr) per difendere mio nonno (Guglielmo Giannini, ndr) dall’accusa di fascismo. Era il fondatore dell’Uomo qualunque, non c’entrava nulla con il fascismo. E là mi sono trovata a difendere quelli del M5s da accuse del tipo: «Sono tutti scemi, tutti idioti, spariranno».
D: Quindi Grillo l’ha contattata.
R: Sì, mi ha telefonato, ma già lo conoscevo. Poi mi ha chiamato per un appuntamento a Milano Gianroberto Casaleggio, con il quale ho parlato per oltre un’ora.
D: Che vi siete detti?
R: La prima cosa che mi ha chiesto è stata: «Secondo lei il Movimento dov’è che sbaglia?»
D: Bella domanda.
R: Io gli ho detto: «Credo che il linguaggio sia molto maschile, non pensate affatto alle donne».
D: E lui?
R: «Non sappiamo in effetti cosa pensano le donne», mi disse.

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