21 Aprile Apr 2016 1727 21 aprile 2016

Un tormentone tira l'altro

A tu per tu con Alvaro Soler, che dopo il successo di El Mismo Sol, è tornato in Italia per presentare il nuovo singolo Sofia. «Un testo triste con un sound solare. Canto per invitare a reagire».

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È simpatico e loquace Alvaro Soler. Noi di LetteraDonna l'avevamo conosciuto nel 2015, prima che il suo El Mismo Sol lo trasformasse in una popstar internazionale, e da allora sembra che nulla sia cambiato: è riuscito magicamente a rimanere sulla cresta dell'onda successo senza montarsi la testa, nonostante sia anche considerato uno dei nuovi sex symbol e ci siano fanciulle disposte a fare di tutto per lui. Alvaro è qui davanti a noi che conversa amabilmente, mostrandoci anche la collezione di ciondoli che porta al collo: «C'è anche una piccola armonica, che mi piace ogni tanto suonare. Porto la musica sempre con me». Il cantautore spagnolo, che da qualche tempo vive a Berlino, è tornato in Italia per presentare Sofia, il nuovo singolo contenuto nell'album Eterno Agosto Italian edition (in uscita il 15 luglio) e c'è già chi scommette sarà il nuovo tormentone estivo. Basta vedere i risultati nell'airplay radiofonico, oltre che su iTunes e Spotify per rendersene conto.

DOMANDA: Com'è cambiata la sua vita dopo El Mismo Sol?
RISPOSTA: È strano e al tempo stesso bellissimo sapere che così tante persone conoscono la mia musica.
D: Ha notato differenze tra il pubblico dei diversi Paesi in cui ha lavorato?
R: Sì. In Italia la reazione del pubblico è stata piuttosto energica e lo stesso è stato per la mia Spagna, mentre in Inghilterra sono tutti più misurati e in Svizzera regna il silenzio assoluto quando canti, ma poi il pubblico ti fa sentire tutto il suo amore.
D: Tra le versione di El Mismo Sol ce n'è una cantata con Jennifer Lopez.
R: Quella è stata una grande sorpresa: lei mi ha mandato una mail in cui mi proponeva un duetto. Non ci volevo credere, ho pensato a uno scherzo. Poi però, dopo un mese, mi è arrivata la registrazione della sua parte vocale, abbiamo registrato il video e cantato insieme dal vivo sia a Las Vegas che a Miami. A quel punto mi sono reso conto che era tutto vero e non facevo che vantarmi della cosa con famigliari e amici.
D: Sofia, il suo nuovo singolo, parla di un amore perduto: è autobiografica?
R: Sì, parla della fine di una mia love story.
D: Come è nata?
R: È arrivata prima la melodia e solo in un secondo momento il testo: ci ho messo qualche giorno per mettere insieme idee ed emozioni, per trasformarle in parole che potessero colpire tutti. Ho notato infatti che chi mi ascolta sta molto attento a cosa dico e questo mi fa piacere.
D: La sua musica tende ad essere sempre allegra.
R: Anche in Sofia c'è un testo triste e un sound solare. Mi piace usare questo contrasto per invitare la gente a reagire, a cercare un lato positivo nelle cose anche se si sta vivendo un periodo particolarmente negativo.

D: L'estate le ha portato fortuna. È pronto per un nuovo successo?
R: Speriamo. Ho notato che in Italia durante la stagione estiva lo spagnolo piace. Nel 2015 ho fatto uscire il mio secondo singolo Agosto in settembre e non ha avuto lo stesso successo di El Mismo Sol.
D: Durante la sua promozione in Italia ha individuato qualche artista che le piace particolarmente?
R: Ad essere sincero non c'è un artista che amo più di altri. Sono un onnivoro musicale e mi piace ascoltare di tutto, dal pop al new-metal: tutto mi ispira e mi dà stimoli per comporre.
D: In Italia dove le piacerebbe vivere?
R: Qualche anno fa avevo intenzione di trasferirmi a Milano per fare l'Erasmus al Politecnico, ma poi ho rinunciato perché i prezzi erano troppi alti.
D: In che cosa si è laureato?
R: Ho studiato Industrial design.
D: Ha qualche rimpianto a riguardo?
R: No, all'inizio pensavo che quella fosse la mia strada. Però poi mi sono scontrato con la dura realtà: trovare un lavoro nel settore non è per nulla facile, perché per alcuni hai troppa esperienza, mentre per altri ne hai troppo poca.
D: Con la musica è stato più facile?
R: Sono stato fortunato perché prima con la mia band, gli Urban Lights, ho partecipato al talent spagnolo Tu Si Que Vales che mi ha dato visibilità portandomi ad un primo contratto discografico. Poi il resto è venuto da sé e sono stato fortunato: la mia famiglia mi ha sempre supportato.

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