21 Aprile Apr 2016 1829 21 aprile 2016

In Lombardia l'attesa uccide più del tumore al seno

L'allarme è stato lanciato da Walter Bergamaschi, direttore generale (uscente) dell’assessorato alla Sanità che lamenta una mancanza di tempestività nella cura del male.

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Tempestività di diagnosi e rapidità nell'intervento possono salvare una vita. È cosa risaputa. Soprattutto quando ci si trova a combattere un nemico insidioso come il cancro al seno. Peccato che negli ospedali della Lombardia ci siano liste d’attesa troppo lunghe per gli interventi chirurgici contro il cancro al seno, il più diffuso tra le donne. Tanto che, negli ospedali d’eccellenza che curano questa malattia, solo una donna su due è operata entro 60 giorni dalla diagnosi. Questo abbassando drasticamente le chance di guarigione. A discolpa delle strutture le richieste elevate che si scontrano con liste d’attesa che devono essere tagliate. Il monito è arrivato ieri da Walter Bergamaschi, direttore generale (uscente) dell’assessorato alla Sanità.

DISTRIBUIRE I PAZIENTI SUL TERRITORIO
«Abbiamo la prova di quanto sia diventata complessa la programmazione sanitaria. Gli elementi che entrano in gioco per poter governare il sistema sono tanti, vanno studiati e richiedono professionalità specifiche», ha spiegato Bergamaschi a Il Corriere della Sera. Anche perché i dati parlano chiaro: su 122 centri lombardi dove viene operato il tumore mammario, solo 17 superano le 150 operazioni l’anno soglia massima secondo cui sono assicurabili cure al top. L’obiettivo risulta così essere una maggiore distribuzione dei pazienti sul territorio portando a una progressiva riduzione dei centri che gestiscono fra i 10 e gli 80 casi annui.

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