21 Aprile Apr 2016 1331 21 aprile 2016

Antieroine come Charlotte

Jane, Shirley e Lucy. Sono loro le protagoniste a cui la Brontë ha affidato il racconto della sua vita e della sua forza. A 200 anni dalla nascita dell'autrice l'abbiamo voluta ricordare così.

  • ...
CBronte_2495332b

«Tutti gli scrittori che, come lei, hanno una personalità travolgente devono solo aprire la porta per farsi sentire. In loro c'è un'indomita ferocia perennemente in guerra con l'ordine accettato delle cose». Queste le parole usate da Virginia Wolf per descrivere, a diversi anni dalla sua morte, Charlotte Brontë, una delle menti letterarie femminili più brillanti dell'età vittoriana. Lei, nata il 21 aprile 1816, aveva faticato a farsi largo in quell'ambiente che non vedeva di buon occhio le donne che volevano fare letteratura. Ma Charlotte, terzogenita di sei fratelli, era ribelle di natura. Ribelle come quei personaggi che hanno animato le pagine dei suoi romanzi. Pochi, vero, ma pregni di significato e di quella disubbidienza intellettuale che l'ha sempre caratterizzata oltre che di uno spiccato autobiografismo. Perché le eroine, o meglio, le antieroine della Brontë sono sì personaggi dal temperamento forte (indurito anche e soprattutto dalle difficoltà vissute sulla loro pelle) ma che nascondono un animo ferito.

ESISTENZA DIFFICILE
E proprio dalle difficoltà patite da Charlotte che muovono i primi passi i suoi personaggi.  Lei che a soli cinque anni aveva perso la madre, sfiancata dall'aver messo al mondo sei figli in poco tempo. A segnarla profondamente anche il trasferimento nel 1824, assieme alle due sorelle maggiori, Maria ed Elizabeth e alla sorella minore, Emily, alla Clergy Daughter's School di Cowan Bridge nel Lancashire, una scuola-lager per figlie di ecclesiastici. Qui, le condizioni assolutamente spaventose dell'istituto, oltre a causare nel 1825 la morte prematura delle due sorelle maggiori, le rovineranno per sempre la salute. E lei, antieroina per eccellenza, non poteva che trasmettere tutta quella sofferenza patita in vita ai suoi personaggi. Attraverso loro Charlotte racconta e si racconta. Creando spaccati intensi. Dando vita a tinte chiaroscure. Il tutto immerso in un'Inghilterra pronta a cambiare tra la fine della rivoluzione industriale e l'inizio dell'età vittoriana. Proprio attraverso le figure femminili sapientemente descritte nei suoi romanzi si può capire maggiormente il personaggio Charlotte Brontë.

Mia Wasikowska interpreta Jane Eyre, film del 2011 di Cary Fukunaga.

JANE EYRE
È il 1847 quando, dopo aver cullato il progetto di scrivere romanzi con le sorelle minori Emily e Anne, Charlotte dà alle stampe il suo primo romanzo. Si tratta di Jane Eyre. Un vero e proprio capolavoro dalle tinte autobiografiche. Perché sfogliando le pagine del libro si entra in contatto con una Brontë genuina, sofferente, che apre il suo animo ai lettori. D'altronde i tre periodi essenziali presenti nel romanzo - l'infanzia di Jane vissuta presso la zia e i cugini che non l'amano; la tetra Lowood School dove diventa insegnante; il progressivo innamoramento nei confronti di mister Rochester - rappresentano in parte spaccati di vita dell'autrice. Jane Eyre è Charlotte Brontë. E Charlotte Brontë è Jane Eyre. Entrambe testarde, dotate di una vivida intelligenza e di una rettitudine morale che impedirà a entrambe di scendere a compromessi, rifuggendo anche l'amore.

SHIRLEY
È sempre una donna la protagonista del suo secondo romanzo. Pubblicato nel 1849, due anni dopo Jane Eyre, Shirley è forse meno autobiografico da un punto di vista narrativo ma racchiude tutta l'energia e la psicologia della scrittrice. Qui la figura della protagonista si scontra e confronta con il personaggio di Caroline Helstone. La prima ricca e caparbia. La seconda orfana e nullatenente. Due donne diverse che racchiudono elementi tipici brontiani. Due vere antieroine, Caroline più di Shirley. Un romanzo che vuole fare i conti con le contraddizioni del progresso industriale e offre spunti di riflessione sul lavoro, sul matrimonio e sulla condizione della donna.

LUCY SNOWE
Nel 1853 Charlotte Brontë dà alla luce il suo terzo romanzo. L'ultimo prima della dipartita della scrittrice (postumo sarà The Professor, 1857, e mai completto Emma). Con Villette, l'autrice dà vita a un nuovo forte personaggio femminile. Si tratta di Lucy Snowe. Un'eroina sofferta e sofferente. La protagonista di Villette, l'unico romanzo della Brontë che non godrà di un lieto fine, è analizzata nella sua psiche più intima. Qui la Brontë si mette a nudo giocando proprio sull'uso del doppio per rappresentare esternamente quanto il personaggio stia soffrendo internamente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso