20 Aprile Apr 2016 1916 20 aprile 2016

Turbaco, dove le donne non si arrendono

Un tempo erano sfollate senza speranza. Oggi fanno parte della Liga de Mujeres Desplazadas e hanno coraggio da vendere. Possono diventare un esempio per tutta la Colombia.

  • ...

Nel nord della Colombia c'è una città, Turbaco, che celebra il coraggio delle donne. Qui, in mezzo a tante strade identificate solo con un numero, ce n'è una conosciuta come 'Calle de las Guerreras'. Un tributo allo spirito indomabile delle donne locali che, vittime degli ultradecennali conflitti interni della Colombia, non si sono mai arrese e, anzi, si sono unite per costruire con le loro mani un intero quartiere. Un esempio che presto potrebbe diventare un modello per l'intero Paese, specie se in un futuro dovesse arrivare la tregua definitiva con le Farc, il più longevo gruppo di guerriglia dell'America Latina.

TENDOPOLI DELLE SFOLLATE
Tutto è iniziato a El Pozón, quartiere degradato di Cartagena che accoglie migliaia di sfollati da altre zone del Paese, più della metà donne, spesso vedove costrette a crescere da sole i figli a causa della guerra. Proprio come Yajaira Mejía, che viveva nella città di Valledupar, dove il marito fruttivendolo è stato ucciso mentre lavorava in strada. Giunta a El Pozón con i due figli piccoli, si è unita a migliaia di altre sfollate che vivevano come lei in una tendopoli, tutte vittime di una guerra assurda ma ancora con la forza di ricominciare.

L'AVVOCATO DELLA LEGA
A far scattare la scintilla è stata un'avvocatessa di Bogotá, Patricia Guerrero, che le ha incoraggiate e guidate verso la rinascita, come racconta Mejía: «È stata lei a farci sapere che in quanto vittime di un conflitto avevamo diritto all'aiuto da parte del governo». Così è nata la Liga de Mujeres Desplazadas (Lega delle Donne Sfollate) che, dopo anni di richieste, ha ottenuto dal governo abbastanza soldi per acquistare un terreno alla periferia di Turbaco. In poco tempo le donne dell'associazione si sono messe all'opera e con le loro stesse mani hanno costruire le loro case. Il sogno è diventato realtà nel 2006, quando la Lega ha completato le 102 abitazioni, tutte con una superficie di 78 metri quadrati e dotate di sala, cucina, due camere da letto e un cortile.

LUNGA SCIA DI CRIMINI
L'impegno di queste donne coraggiose non è andata giù a tutti: nel 2004 il marito di una di loro fu rapito e il suo corpo ritrovato giorni dopo. Nel 2006 sconosciuti bruciarono lo stabile in cui la Liga de Mujeres Desplazadas si riuniva e, nel 2011, la figlia di una delle fondatrici del gruppo fu uccisa. Sono solo alcuni esempi: in tutto ci sono stati 144 crimini contro le donne della Liga (molti stupri, purtroppo) e nessuno di essi ha ancora un colpevole.

Il Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi insieme alle donne di Turbaco.

UN ESEMPIO DA STUDIARE
Oggi Patricia Guerrero sta facendo pressione sul governo affinché costruisca altre case: «Noi ne abbiamo fatte un centinaio, loro possono fare altrettanto». Nel frattempo, uno studio dell'università di Bogotá ha proposto che il lavoro della Liga de Mujeres Desplazadas venga studiato e magari imitato da altre organizzazioni per la «sorprendente combinazione tra progetti concreti per alleviare la povertà, strategie per sfide legali e sforzi di lobbying a livello nazionale e internazionale». A distanza di dieci anni, il sogno delle coraggiose donne di Turbaco continua.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso