20 Aprile Apr 2016 1302 20 aprile 2016

L'impeachment è machista?

Per Dilma Rousseff il 'golpe' che potrebbe destituirla è frutto del maschilismo. La questione non sarebbe solo politica. E le femministe del Brasile si schierano al suo fianco.

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Dopo l'impeachment contro Dilma Rousseff, la nuova first lady in pectore Marcela Temer si è già presa le copertine dei giornali, ma la 'Presidenta' non intende mollare e ha chiamato a raccolta le brasiliane. Il Paese è infatti diviso a metà e tra chi la sostiene, parlando apertamente di golpe, ci sono molte femministe, convinte che la Rousseff stia pagando semplicemente il fatto di non essere uomo.

UN MOVIMENTO SOCIAL PER SOSTENERLA
La sera del 19 aprile Dilma Rousseff ha ricevuto nel Palácio do Planalto, sede ufficiale della Presidenza della Repubblica del Brasile, una delegazione di venti donne appartenenti a Abraçaço da democracia (Grande abbraccio della democrazia), un movimento nato sui social per sostenerla in questo momento di difficoltà. Poi è scesa in strada per salutare di persona altre 500 manifestanti che dietro alle transenne la aspettavano con in mano una rosa, simbolo del movimento. Tra baci, abbracci e cori di sostegno l'incontro è durato una ventina di minuti, circostanza inusuale visto che la Rousseff di solito ha un atteggiamento più freddo e distaccato, anche nei confronti dei propri sostenitori.

Una copertina del periodico Istoé che attacca la Rousseff


ATTACCATA DAI MEDIA
Cori come «Não vai ter golpe, já tem luta» (Non ci sarà il golpe, stiamo già lottando) e «Dilma querida, você fica» (Dilma amata, tu resterai qui) devono aver 'sciolto' la Rousseff, che poi si è rivolta alle manifestanti, sottolineando come la democrazia sia per lei anche una battaglia contro i pregiudizi di genere: «C'è la volontà di far credere che la donna non abbia la forza per reggere la pressione e io mi ribello contro di questo. Credo che le donne del Brasile siano forti e non fragili: affrontano le difficoltà e non si arrendono mai». La Rousseff ha in pratica parlato di se stessa, perché più volte durante gli anni della sua presidenza è stata attaccata dai media, che l'hanno anche accusata di essere isterica.


«SIAMO TUTTE QUI PER LEI»
Lo zoccolo duro dei sostenitori di Dilma è composto da donne, riunite sotto la bandiera del femminismo e convinte che dietro all'impeachment ci sia il machismo imperante nella società, nella politica e nei media brasiliani. Come la professoressa Rosângela Lopes da Silva, che ha aspettato la Rousseff per ore davanti al Palácio do Planalto: «Sono una donna e so quanto Dilma ha sofferto per governare questo Paese. E sono venuta per dirle che, se quando la stavano torturando (durante la dittatura militare, ndr) le dicevano che era sola, oggi invece siamo tutte qui per lei». Tra le manifestanti anche la dottoranda Pollianna Freire: «Come donne e femministe è nostro dovere dare solidarietà alla 'Presidenta' che viene attaccata da ogni lato. Il golpe è stato organizzato dai media e da un parlamento patriarcale, e ora Dilma sta soffrendo solo perché è una donna».
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