20 Aprile Apr 2016 1440 20 aprile 2016

In fuga dall'Isis

La storia di Laura Passoni, mamma italo-belga che, convertita all'Islam, ha raggiunto il Califfato con il marito tunisino. Per lei è iniziato così un incubo durato otto mesi.

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Laura Passoni con il figlio Ileyss.


Otto mesi di terrore nelle mani del Califfato, prigioniera nella sua stessa casa in Siria e con la paura di vedersi portare via il figlio dai miliziani dell'Isis. Poi la rocambolesca fuga. È questa la storia raccontata a Repubblica da Laura Passoni, figlia di una coppia italiana emigrata in Belgio nel Secondo Dopoguerra. Ma rimangono delle ombre.


DA JUMET VERSO AL BAB
La donna, convertita all'Islam e sposata con il tunisino Oussama Rayan, si era radicalizzata e convinta che il Califfato di Al Baghdadi fosse il posto giusto per crescere il figlio di quattro anni Ileyss, nato da una relazione precedente. Così, insieme al marito è partita da Jumet, cittadina nei pressi di Charleroi in Belgio, e ha raggiunto Al Bab, nel governorato di Aleppo, oltrepassando il confine una volta giunti a Smirne durante una crociera in Turchia. A quel punto per lei è iniziato l'incubo.

DONNE SENZA DIRITTI
Nel Califfato, che Laura credeva essere l'unico posto adatto ai veri musulmani, le donne non hanno diritti. Obbligata a portare il burka, non poteva uscire di casa senza il marito, nemmeno per fare la spesa. Prigioniera in uno Stato in cui le donne non possono decidere niente e hanno regole pesantissime da seguire, si è resa conto che i video di propaganda dell'Isis non erano altro che montaggi slegati dalla realtà. E dopo due mesi ha contattato i genitori affinché la aiutassero a tornare in Belgio.

Pascal e Antonietta, genitori di Laura.

CONDANNATA IN BELGIO
Laura Passoni, che nel frattempo è diventata madre di un altro bambino concepito in Siria, ha anche raccontato che nel Califfato ha vissuto con la paura costante che i miliziani dell'Isis potessero rapire il primogenito per farne un terrorista. Per fortuna, alla fine è riuscita a tornare in Belgio, dove subito è stata condannata a cinque anni con la condizionale e 15 mila euro di multa da pagare, anche se ha scelto di andare via volontariamente dall'Isis. Ad oggi Laura Passoni non può utilizzare i social network, e ha e-mail e telefonate intercettate.

STORIA CON DELLE OMBRE
Rimane il mistero sulla fuga di Laura Passoni dalla Siria, su come i genitori arrivati fino in Turchia abbiano preso contatto con gruppi jihadisti per riportarla a casa e anche sul vero ruolo che il Califfato aveva affidato al marito: i magistrati belgi non credono infatti alla versione secondo cui sarebbe stato solo un addetto al pagamento degli operai dei cantieri per conto dello Stato Islamico.

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