18 Aprile Apr 2016 1340 18 aprile 2016

Se George scarica Hillary

Dopo le innumerevoli polemiche sui costi della campagna elettorale sostenuti dalla candidata democratica, Clooney ha deciso di defilarsi dando il suo sostegno a Bernie Sanders che ringrazia.

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Clinton Clooney 211 Act

Altro che Paradiso amaro (film del 2011 diretto da Alexander Payne), quello in cui George Clooney si è svegliato sembra più essere un purgatorio. O meglio un luogo dove l'ex dottor Ross di ER può recitare la parte del pentito. Tutta colpa di Hillary Clinton e dei costi (folli) della sua campagna elettorale alle Presidenziali 2016. Tanto che il bel George non ha retto, rompendo il muro di silenzio e attaccando la candidata democratica. «I soldi che ho raccolto io stesso per la Clinton sono osceni. Ha ragione Bernie Sanders», ha detto, a sorpresa, Clooney. E se lui interpreta il ruolo del redento, Sanders ha apprezzato 'l'onestà' dell’attore: «Bravo, rispetto quello che ha detto. È una tragedia tutto questo denaro che compra le elezioni».

SOLDI MAL SPESI
Anche perché quei due miliardi spesi dalla Clinton per finanziare la sua campagna, non sono stati graditi dall'elettorato. E proprio a causa delle costanti polemiche, Clooney ha tentato di defilarsi. E lo ha fatto proprio a poche ore dalle primarie di New York dove l'ex First Lady sarebbe in vantaggio proprio nei confronti di Sanders. Ecco allora George alla Nbc scaricare tutto e tutti. Dando ragione a chi quelle spese faraoniche proprio non le gradiva. «Sì, capisco i manifestanti. Quelle quantità di denaro sono oscene. Stiamo scivolando verso un regime oligarchico».

SANDERS SI FA SOTTO
L'assist di Clooney è servito a Bernie Sanders per rifarsi sotto e attaccare la Clinton su una tematica che, al momento, la vede indifesa e senza parole. Le argomentazioni portate avanti dall'ex senatore Usa hanno infatti fatto presa sull'elettorato newyorkese pronto a voltare la schiena a Hillary e, magari, unirsi al pentimento (sentito) del redento George. Con tanti ringraziamenti da parte di Sanders.

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