18 Aprile Apr 2016 1559 18 aprile 2016

L'inferno di Mary

Stuprata 2 mila volte in una prigione maschile australiana durante quattro anni di reclusione. È successo negli Anni '90. Per la vittima, una ladra di auto transgender, un dolore senza fine.

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«Un inferno in terra». Così Mary, una transgender australiana, ha definito i quattro anni trascorsi nel carcere maschile di Brisbane, periodo durante il quale sarebbe stata stuprata dagli altri detenuti più di 2 mila volte. Le violenze sono avvenute negli Anni '90 ma sono state rese note dalla vittima solo adesso, durante un'intervista a News.

LO STUPRO O LA VITA
Mary era finita dietro le sbarre della famigerata Boggo Road Prison per furto d'auto: «Mi dicevano che avrei avuto protezione in cambio di sesso. Mi stupravano, ma ho capito che se volevo sopravvivere non mi dovevo ribellare, anche se ho continuato a vivere solo per il 'piacere' degli altri detenuti». Violenze fisiche che si sommavano a quelle psicologiche: Mary ha infatti anche ricordato l'umiliazione provata quando arrivata in prigione è stata costretta a spogliarsi e di come tutti siano subito venuti a conoscenza che era transgender. Non solo: durante la detenzione le fu impedito di proseguire le cure ormonali e nel giro di una settimana la sua barba aveva già ripreso a crescere.

IMPOSSIBILE DIMENTICARE
Per sfuggire al dramma delle violenze sessuali Mary avrebbe tentato l'evasione tre volte e una sua amica transgender si è suicidata quando ha saputo di dover tornare in carcere per aver violato la libertà vigilata. Come ha raccontato al portale australiano, il dolore provato da Mary mentre era in carcere non l'ha mai abbandonata e non è ancora riuscita a rifarsi una vita: «Siamo esseri umani come gli altri e vogliamo solo vivere le nostre vite, ma la società ci ridicolizza perché abbiamo il coraggio di essere come siamo».

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