18 Aprile Apr 2016 1409 18 aprile 2016

Dopo Bill voleva tentare il suicidio

Monica Lewinsky ha raccontato il dramma iniziato quando, nel 1998, la sua relazione hot con Clinton diventò di dominio pubblico. «Mi sentivo come se mi avessero rubato ogni strato di pelle».

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È stata ridicolizzata e umiliata in mondovisione e ha visto la sua vita trasformarsi d'improvviso in un incubo. Monica Lewinsky, protagonista del Sexgate, in un'intervista al Guardian ha raccontato il 'disastro' iniziato quando, nel 1998, fu incastrata da un'amica alla quale aveva raccontato la sua relazione h0t con l'allora presidente americano Bill Clinton. «Mi sentivo come se mi avessero rubato ogni strato di pelle, l'identità», ha detto.

LE UMILIAZIONI
Le registrazioni in cui la ragazza raccontava gli incontri erotici che avvenivano nello studio ovale della Casa Bianca vennero trasmessi in tivù: «Quando il nastro audio fu diffuso fu terribile. L'umiliazione pubblica era lancinante. La vita divenne quasi insopportabile», ha dichiarato. Confermando ciò che, nel 2015, aveva raccontato a TED: nonostante non fosse ancora esplosa l'epoca dei social media, la gente era riuscita comunque ad attaccarla, prenderla in giro e umiliarla tramite commenti online, email e scherzi virtuali: «Sono stata bollata come una barbona, una puttana. Nessuno si rendeva conto che io, 'quella donna', avevo un'anima».

IL TENTATIVO DI SUICIDIO
Dopo lo scandalo, quindi, riprendere una vita normale è stato quasi impossibile. Stava male e la vergogna era così grande d'averla spinta addirittura a tentare il suicidio.Per cercare di ricostruirsi un'immagine ha faticato moltissimo. Ha avviato un tour mondiale per presentare il suo libro Monica's story, ha cercato di cambiare strada (dandosi al design), ha iniziato a partecipare ai talk show televisivi e, essendo ormai quasi del tutto isolata, a coltivare, con difficoltà, nuove amicizie.

LA SUA LOTTA AL CYBERBULLISMO
Ora difende strenuamente le persone coinvolte in episodi di bullismo. Fa colloqui su Facebook e conferenze su come rendere Internet più 'compassionevole', sostenendo anche organizzazioni sensibili al problema come Bystander Revolution, un sito che offre consulenza video su cosa fare se si ha paura di andare a scuola, o se si è vittime di cyberbullismo. Per la giornata mondiale della sicurezza in rete del 2016, inoltre, Monica ha presentato un emoticon in collaborazione con Vodafone per supportare tutte le persone che sono state aggredite e offese sul web.

«LE COSE VANNO MEGLIO»
Mentre, prima, aveva l'abitudine a essere avvicinata dalle persone in strada a causa dello scandalo, ora le persone iniziano a mostrare interesse per il suo impegno verso chi soffre. «Sono grata d'avere questa opportunità. Anche se ho provato molta vergogna, non mi vergogno di quello che sono».

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